Politica
| Italiani all'Estero
12/03/2008
Le incongruenze italiane da risanare
Elezioni 2008. La situazione italiana vista da un cittadino italiano all’estero
Angelo Saracini
Per fortuna essere italiani significa essere parte non solo di una civiltà di consumi. Questo si trova scritto sul sito del nostro Ministero dei Beni Culturali! Un bell’incoraggiamento di questi tempi, anche per noi Italiani all’estero, che appartenendo alla 21 ma regione italiana, viviamo in una civiltà consumistica ancora più globalizzata, ma che nonostante tutto, ci sentiamo italiani fino al midollo.
E avendo acquisito il diritto di voto e di essere eletti come rappresentanti delle ns Comunità all’estero ci dà il diritto dovere di poter contribuire al miglioramento sociale,culturale e politico della nostra nazione.
Non si può parlare di potenza industriale addirittura da quinto posto mondiale e nello stesso tempo sentire, rabbrividendo, che sono in costante aumento i poveri e gli indigenti, disdicendo l’Art.2 della Costituzione: “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
E siamo addirittura dietro la Grecia, (paese in cui vivo e come per paradosso rispetto all’Italia sta finendo il duopolio di due partiti, Pasok e Nea Dimocratia, per la loro incapacità ormai di rispondere alle problematiche sociali di una nazione che si è profondamente cambiata negli ultimi anni) che non è potenza industriale, per cuneo fiscale e reddito medio.
Dagli ultimi dati della Caritas risulta che ormai, in molte parti d’Italia, il 40% dei suoi assistiti sono cittadini italiani, ex professionisti, impiegati, lavoratori e interi nuclei familiari che hanno perso addirittura la casa perché non hanno più pagato il mutuo e che grazie alle nuove leggi europee sulla mobilità hanno perso il posto di lavoro.
Non è più accettabile che il lavoratore (abolite le parole operaio e impiegato) sia considerato ormai una merce di scambio alla stessa stregua di merci e servizi.
Anche l’art.35 della costituzione è completamente disatteso sia in Patria che all’estero: la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.... Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale e tutela il lavoro italiano all'estero.
Angelo Saracini
www.angelosaracini.com
candidato al senato per la “Sinistra l'Arcobaleno” - ripartizione Europa