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Politica | Italiani all'Estero
 27/03/2008
Il mandato al legislatore
“...è compito della Repubblica [ legislatore] rimuovere gli ostacoli di ordine economico che limitano “ di fatto” l’ uguaglianza dei cittadini ....” [art. 3]
Carmine Gonnella

Siamo in piena campagna elettorale e ancora nessuno dei leaders/competitors alla grande poltrona ha tirato fuori la bacchetta magica. Qualcuno addirittura sostiene di non averla. Ma realmente occorre la bacchetta magica oppure iperprogrammi aziendali per risanare la Repubblica?  Se uno di questi vecchi e nuovi competitors tirasse fuori dal suo cappello l’articolo terzo della Costituzione, sarei il primo a votarlo. Non occorrono programmi di 200 o 3 pagine: basterebbe attenersi al terzo articolo. Altro è che il  legislatore rappresenta la Nazione ed esercita le sue  funzioni senza vincolo di mandato [art. 67].  A  mio avviso il compito del popolo (sovrano) è quello di monitorare che il suo rappresentante si limiti a realizzarlo. Sfogliamo per un attimo il  sistema elettorale inglese, il prino maggio (in Italia festa dei lavoratori) si terranno le elezioni del Sindaco di Londra, nonché  la Constituency members’ election e la London members’ election. In  Italia e all’estero si sta facendo una “caciara” riguardo a presunti “brogli” e purtroppo ancora sui cosidetti voti delegati a terzi. Tutti sappiamo - e questo dovrebbero saperlo in primis anche i mostri parlamentari - che in Inghilterra esiste già da anni il voto delegato (proxy vote) e il voto via posta. Una volta ricevuto il plico via posta è tuo dovere esercitare con coscienza il tuo diritto. Mentre i Italia si parte dal presupposto che i cittadini siano tutti imbroglioni e ladri, qui invece è l’opposto: siamo tutti vaccinati e adulti. Il voto postale andava introdotto prima in madre patria e poi all’estero, avremmo se non altro  evitato da parte di alcuni partiti politici, di usarci  come capri espiatori.  Inoltre, tanto per dirne un'altra, in Inghilterra al momento del voto non è previsto nessun documento di riconoscimento basta dire nome cognome e indirizzo, poiché  l’iscrizione all’elenco elettorale è obbligatorio.

DA PRENDERE COME ESEMPIO !!!

Adesso prima che “qualche” Leghista si azzardi a dire: “ma allora signor Gonnella: se Lei e così soddisfatto di votare in Inghilterra a cosa le serve votare anche in Italia?”

Affinché sulla carta sono cittadino italiano, lo sancisce per diritto la Costituzione.... poi è un mio dovere votare o “come votare”. Non si capisce  infine perché all’elettore passivo è permesso legittimamente di comprare voti, candidando  personaggi  “controversi” ma con i loro carri zeppi di elettori attivi * e non è permesso all’elettore attivo di  “delegare” il proprio?

 

* faccio presente che con l’attuale legge  sui finanziamenti pubblici ai partiti, il partito incassa  5 euro per ogni voto ottenuto

 

Carmine Gonnella



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