Oggi si parla e si torna a parlare di Talento, specialmente nei media. Ma i primi a lanciare un vero e proprio programma radiofonico in Rai dedicato al talento dei giovani furono, ben nove anni fa, gli autori di DEMO, la nota trasmissione di Radio 1 che tutt’oggi registra punte di ascolto pari a quelle del giornale radio serale, in un canale che ha una fascia di ascolto medio di sette milioni di utenti.
Saranno cambiati, nel corso del tempo, gli schieramenti politici all’interno dell’amministrazione Rai, ma ciononostante la trasmissione è andata avanti proprio perché ha dimostrato di possedere idee originali e soprattutto pulite. Michael Pergolani e Renato Marengo – recentemente elogiati nella conferenza stampa dal nuovo direttore di Radio 1, Antonio Preziosi, che ha definito il programma come elemento di punta di tutto il palinsesto Rai – continuano così a sostenere con fierezza il loro modello musicale, cioè la possibilità di dare voce a quel talento che voce e spazio non ha mai avuto attraverso un mezzo fortissimo qual è quello della radio nazionale, senza inciuci né inganni. Sono infatti circa 45000 i demo arrivati in redazione e oltre 3000 quelli trasmessi dal programma, alcuni dei quali arrivati persino nelle playlist di Radio 1 per gli ottimi indici di ascolto. E da poco, tra l’altro, il curatore del programma, Gian Maurizio Foderaro, è diventato responsabile di tutta Radio 1 Musica, il che sta a significare una maggiore interazione e sinergia tra emergenti, big ed altri interlocutori e colleghi radiofonici.
Cos’è un demo? E’ un brano registrato autonomamente grazie alle tecnologie computerizzate che oggigiorno permettono di autoprodursi ed offrono una qualità tale da essere trasmettibile in radio. Senza il sostegno di un’etichetta discografica alle spalle, gli artisti vengono in questo modo aiutati dal programma a diffondere il proprio pensiero musicale. Non ci sono limiti ai generi musicali accettati da DEMO – c’è democratico spazio per tutti: dal rock al folk, dal jazz al pop, classica, elettronica, etcnica…. – e non è un caso se gli artisti più meritevoli, circa un centinaio, abbiano fino ad oggi firmato un contratto vincente con produttori discografici e riescano a vivere di musica per il semplice fatto di avere spedito “un demo a DEMO”!
Michael Pergolani - storico inviato da Londra de “L’altra domenica” di Arbore nonché, tra l’altro, sceneggiatore cinematografico di Troisi, giornalista musicale e conduttore radiofonico - e Renato Marengo, critico musicale, promoter e producer di artisti quali Teresa De Sio, Toni Esposito, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Edoardo ed Eugenio Bennato, Roberto Ciotti e molti altri – non avevano certo bisogno dei giovani per continuare la loro brillante carriera una volta chiamati dalla Rai. Eppure – era l’epoca di Paolo Ruffini alla direzione del canale – hanno deciso che per loro anziché portare ai microfoni artisti del calibro dei Rolling Stones (lo avevano già fatto per anni!) era meglio dedicarsi ad una sfida colossale: quella di promuovere una musica di nicchia all’interno di un servizio pubblico credendo negli sconosciuti come fonte di alti indici di ascolto. Lo share raggiunto è il 13%: un grande risultato, vista la concorrenza, per un programma che va in onda alle 11 di sera. E la battaglia è vinta comunque, anche adesso che molti competitors radiofonici e televisivi cercano di fare audience sui giovani. A differenza di questi ultimi – e i due conduttori ci tengono a non fare nomi! – il giovane ricercato non è il “personaggio” –come avviene in molte gare becere e sovrastimate - ma il detentore di talento nella sua interezza autorale.
Molti ragazzi hanno beneficiato di questo credo: artisti come il gruppo La Fame di Camilla, la francese Awa Ly e l’italo-belga Natalie, i cui brani sono spesso programmati dalle playlist del canale (alla faccia delle major!). Non solo italiani, infatti, sono i candidati coinvolti: uno spazio è dedicato ai talenti stranieri nel DEMO INTERNATIONAL: MUSICHE DALL’ALTRO MONDO, dove per altro mondo si intendono non i classici paesi europei o americani che si conoscono, ma territori poco esplorati dal punto di vista musicale quali il Tibet, la Cina, la Moldavia e molti altri. Inviato speciale è Paolo Bergamaschi, funzionario parlamentare dell’unione Europea, che durante i suoi viaggi di lavoro si prodiga a raccogliere per la trasmissione i demo più originali di ogni razza umana e genere musicale.
Il successo del programma è riconosciuto inoltre dalle più qualificate e storiche associazioni che si occupano di musica: prima di tutte la SIAE – che recentemente non solo ha istituito un Premio Siae per DEMO ma ha anche visto crescere di molto il numero dei suoi iscritti – l’AFI (Associazione Fonografici Italiani), l’AUDIOCOOP (che coordina le etichette discografiche indipendenti in Italia), NOTE LEGALI (l’Associazione per lo studio e l'insegnamento del diritto della musica), l’ASSOMUSICA (L’Associazione Italiana degli organizzatori e produttori spettacoli di musica dal vivo) e l’IMAIE (l’ Istituto preposto alla tutela dei diritti degli artisti, interpreti ed esecutori di opere musicali, cinematografiche, drammatiche, letterarie e audiovisive).
Da sottolineare, infine, la presenza di DEMO sul territorio. Numerosi sono infatti gli eventi a cui collabora e che organizza: LAMEZIA DEMO FEST, giunto alla sua quinta edizione (con un record di 120000 presenze in tre serate); DEMO’S LADY AWARD a Comiso, dedicato interamente alle donne (tra le madrine del Premio Patty Pravo, Teresa De Sio e Lola Ponce); PREMIO SIAE PER DEMO ad Avellino; BIELLA FESTIVAL; ATINA JAZZ e PREMIO DEMO D'AUTORE – SELE D'ORO ad Oliveto Citra. Si tratta di prestigiosi eventi sempre supportati da big del calibro di Avion Travel, Paolo Belli, Eugenio Finardi, Francesco Baccini, Niccolò Fabi, Mimmo Locasciulli, Teresa De Sio, Toni Esposito, Luca Barbarossa, Rossana Casale e molti altri che fanno respirare dal vivo l’atmosfera di grande qualità e competitività.
La Filosofia di DEMO, nel contatto con l’amministrazione dei Comuni in cui organizza tali manifestazioni è quella di sviluppare un rapporto di continuità con il territorio mirato alla creazione di numerosi progetti che riescano a coltivare e far crescere il bisogno e la cultura musicale di un certo tipo: esemplare è stata la creazione di scuole e laboratori, sale prove dedicate, interi villaggi musicali e un ricco calendario di convegni, workshop e meeting con noti addetti al settore che hanno incontrato durante l’anno i giovani per testimoniare la propria significativa esperienza.
Onestà, Credibilità, Sincerità: queste dunque il fatto fondamentale, l’occasione e l’opportunità sulla quale si regge il programma: un tentativo ben riuscito di divulgazione della buona musica che ai ragazzi italiani (e non solo) appare quasi rivoluzionario.
Elisabetta Castiglioni
Nella foto: Cristiana Affa, Francesco Forni, Nathalie Giannitrapani, Ly Awa, Gianmaurizio Foderaro, Elisabetta Castiglioni, Francesca Schiavo, Sergio Caputo, Ernesto Bassignano, Renato Marengo, Mimmo Locasciulli