Ieri prima il ricorso respinto da parte dell'ufficio centrale, poi l'appello a Napolitano di Renata Polverini e infine la manifestazione a Piazza del Popolo. Sul blog della Polverini: “Se non riuscite a presentare le liste, come pretendete di governare una regione?”
A qualcuno poteva sembrare uno scherzo, di quelli a cui è davvero difficile credere. Invece a quasi due giorni dalla scadenza per la consegna delle liste il Pdl nella provincia di Roma non ha una propria lista. Colpa di un panino, quello che avrebbe fatto sì che Alfredo Milioni, presidente del XIX municipio e responsabile della consegna delle liste, si attardasse fuori dal tribunale, dopo il termine delle 12 per la consegna delle liste. Una ricostruzione suffragata dai video pubblicati tra ieri e oggi sul sito di Repubblica.
RESPINTA L'ISTANZA- Il Pdl ci ha provato a chiedere la riammissione, ma l'ufficio centrale regionale ha respinto l'istanza. Ora toccherà alla corte d'appello esprimersi sulla riammissione, sulla quale però, come inevitabile si è accesa una bagarre politica destinata a lasciare il segno sulla campagna elettorale.
L'ERRORE - Quello che appare certo è l'errore compiuto dal Pdl. Se infatti Milioni ancora oggi sul Corriere della Sera tenta una difesa sostenendo di essere stato buttato a forza fuori dalla fila da esponenti radicali (una versione diversa da quella fornita sabato e diversa anche da quella fornita ieri domenica ndr), alcuni esponenti del Pdl attaccano il dilettantismo con cui è stata portata avanti la vicenda. E' il caso del ministro Rotondi che non usa mezzi termini: “I maestri del Pdl hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia”. I giornali raccontano di un Berlusconi infuriato, in particolare con l'ala di Alleanza nazionale.
LA REAZIONE DEL PDL - Appurato l'errore il Pdl già ieri ha provato a reagire. Da un lato con l'appello della Polverini a Napolitano, dall'altro con una manifestazione di piazza che ha visto confluire a Piazza del Popolo i sostenitori dell'ex leader dell'Ugl e del partito fondato sul predellino da Berlusconi. Stamattina sono stati affissi in città dei manifesti con la scritta: “Vogliono cancellare la democrazia. Fatti sentire”. La Meloni promette manifestazioni ogni giorno in caso di non riammissione della lista. Alemanno afferma che la Polverini vincerà lo stesso e la Polverini si appella ai radicali affinchè manifestino con lei, per far vincere la democrazia a scapito della burocrazia.
L'OPPOSIZIONE - E l'opposizione? Da Sinistra ecologia e libertà, al Pd, passando per Idv e Verdi, c'è sconcerto per l'appello a Napolitano. Emma Bonino chiede il rispetto della legge: “Penso che i dirigenti del Pdl Lazio abbiano combinato un gran pasticcio. La legge è chiara e il termine delle ore 12 è perentorio. Ora chi deve decidere decida ma nel rigoroso rispetto della legge. Credo che in questi giorni e con tutte le mie forze - ha aggiunto - ho chiesto legalità, rispetto della legge spesso tra incomprensioni e delusioni. La legge deve valere ed essere uguale per tutti - ha concluso Bonino - questa è l'unica condizione di convivenza civile".
COSA ACCADRA' SE IL PDL NON VIENE RIAMMESSO? - La mancata riammissione del Pdl non comporterà il blocco delle elezioni, né l'uscita di scena di Renata Polverini. Il segretario dell'Ugl è infatti sostenuta da altre liste e può comunque correre per La Pisana. Coloro che figuravano nella lista del Pdl sono fuori. Parliamo di nomi grossi del partito a livello regionale e questo non potrà non avere conseguenze. Ovviamente, anche in caso di riammissione, il danno di immagine è comunque enorme. Sullo stesso blog di Renata Polverini in molti si chiedono: “Se non riuscite a presentare le liste, come pretendete di governare una regione?”.
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(AGI - ROMA, 28 feb.) - "La normativa sulla presentazione delle liste e' chiarissima e prescrive che la lista regionale dei candidati e i relativi allegati debbono essere presentati prima delle ore 12 e che di questo atto, di natura istantanea, si dia conto nel verbale di ricevuta; in altre parole il solo ingresso dei delegati presentatori, seppur tempestivo, nella cancelleria della corte di appello e' elemento di per se' irrilevante se non accompagnato dalla materiale ed altrettanto tempestiva consegna della documentazione, completa e perfettamente in ordine, al cancelliere". Lo afferma in una nota Alessandro Gerardi, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. "I rappresentanti del Pdl non hanno fatto nulla di tutto questo, trattenendosi all'esterno degli edifici della corte d'appello ben oltre lo scadere del termine perentorio per la presentazione della lista in quanto, come riferito da numerosi testimoni, non disponevano di tutti i documenti necessari; tanto e' vero che al loro rientro non gli e' stato consegnato il verbale di ricevuta da parte del cancelliere, al quale non e' mai stata consegnata la documentazione. Per molto meno in passato altre liste sono state escluse dalla competizione elettorale". "Non si capisce pertanto - conclude - su quali basi sia stato impostato il ricorso del Pdl, che, se accolto, capovolgerebbe all'istante, ed in modo davvero clamoroso, tutta la piu' recente giurisprudenza del Consiglio di Stato". (AGI) red
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(Blitzquotidiano) Regionali Lazio. Pdl escluso, ‘il pasticcione’ Milioni è recidivo
Ha presentato la lista in ritardo e così il Pdl è fuori: l’autore del pasticcio si chiama Alfredo Milioni. Grazie a lui sulle schede elettorali non ci sarà il simbolo del partito alle prossime Regionali nella provincia di Roma. Si sente vittima e non artefice consapevole della “beffa”, anche se ha fatto il bis.
Presidente del XIX municipio capitolino, ex Psi e autista dell’Atac, Milioni è soprannominato il “recidivo”, perché non è la prima volta che commette lo stesso sbaglio: prima da responsabile elettorale di Forza Italia, ora del Popolo della Libertà.
Era il 2006, aveva tutta la documentazione per le Comunali, ma per una notte di lui si perse ogni traccia. Sparì per vendicarsi: avrebbe voluto essere lui il candidato alla presidenza del municipio ma Forza Italia scelse al suo posto Ettore Rubino, un ex democristiano legato al senatore Cesare Cursi. I compagni di partito furono costretti a una notte in bianco per cercare di racimolare altre firme, sebbene il mattino successivo Milioni ricomparve in sede con il prezioso faldone.
Sabato scorso ha fatto il bis, ma stavolta niente è tornato a posto e il Pdl è stato escluso. E c’è già chi vocifera sull’allontanamento sospetto del presidente: forse non solo “per mangiare qualcosa”, ma per buttare fuori in extremis uno dei candidati, Samuele Piccolo, e inserire un nome più gradito all’ultimo momento.
Il diretto interessato, però, è un po’ confuso. Prima conferma che era andato a prendere un panino, poi fa retromarcia: «No, cioè…io a mangiare? ma chi l’ha detto?». Si sente attaccato, i vertici del partito sono furiosi.
«Non mi hanno fatto rientrare, hanno fatto i matti, si sono messi a urlare, mi hanno spinto… Mi hanno minacciato, altroché. Qui si configura pure un reato». Giura di non aver voluto «apportare modifiche» alla documentazione. «A parte che la fila avrebbe dovuto farla Giorgio Polesi – precisa – i capi del Pdl sono furibondi con me, ma io sono solo un pesce piccolo».
Poi prova a ricostruire gli avvenimenti di sabato scorso. Polesi è rimasto in fila, dice, mentre «io passeggiavo fuori.
Quando sono entrato per prendere il posto di Polesi, lui si è chinato per darmi tutta la documentazione e abbiamo visto uno col telefonino che ci stava fotografando. Uno che si è definito radicale. Abbiamo iniziato a discutere e, litigando, ci siamo trovati fuori dalla linea Maginot. È stato creato ad arte un subbuglio per impedirci di presentare la lista. Io – ribadisce – non ho sbagliato niente»
Nel 2004 combinò un’altra delle sue e da assessore al Bilancio fece inserire un allegato alla delibera con cui il consiglio del municipio XIX aveva bocciato l’edificazione del parco vincolato di Casal del Marmo: grazie alla sua nota veniva dato via libera alla costruzione di 350mila metri cubi di villette. Marco Visconti, allora presidente, per rimediare dovette scrivere al Campidoglio, attribuendo l’errore agli uffici.
Di piccoli e grandi dispetti Milioni ne ha un buon numero da vantare, compreso qualche insulto come quello del 2008 rivolto al Pd: «Siete degli stronzi, andatevene aff…». Adesso l’ira del Pdl lo travolge, nessuno vuole più sentirlo parlare: «Stai zitto! Milioni devi stare zitto, muto: hai capito?», lo mette a tacere Alfredo Pallone, parlamentare europeo e vicecoordinatore regionale del Pdl del Lazio.
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Il Video della versione di Milioni, pubblicato da “la Repubblica.it”
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