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Attualità | Domani Accadde
 28/06/2010
Il mio amico Arnold
Con lui avevamo imparato a sentirci tutti parte di una sola famiglia
Pier Paolo Segneri

Un mese fa scompariva l’attore Gary Coleman. Negli anni ottanta, il piccolo Arnold Jackson ci insegnato a convivere allegramente dentro una famiglia multicolore e multietnica. Noi, ancora ragazzini, abbiamo imparato da lui a sentirci tutti parte di una stessa famiglia, al di là dell’origine etnica, al di là della provenienza, al di là del colore della pelle, al di là della classe sociale, al di là dell’appartenenza. Vi ricordate?

 

Il capofamiglia era rappresentato dal saggio e autoironico personaggio del signor Philip Drummond, cioè il ricco papà che lo aveva adottato portandolo a vivere in quel confortevole appartamento dell’aristocrazia americana che ha fatto da sfondo a tutti gli episodi della serie, un posto assai diverso dalla sua Harlem, in cima ad un altissimo grattacielo nella zona vip di Manhattan.

 

Poi, a far parte integrante della famiglia, c’era anche la simpaticissima domestica Edna Garrett, sempre in casa, sempre alle prese con i guai combinati da Arnold. Quanto tempo abbiamo passato insieme! E’ stato davvero un nostro amico.

 

Siamo stati con lui per tante sere e per diverse stagioni. Sembrava avesse otto o nove anni ma, in realtà, l’attore che lo interpretava, Gary Coleman, era più grande di età. Il ragazzo che ricopriva il ruolo di Arnold, infatti, soffriva di una disfunzione che ne aveva bloccato la crescita. Era nato nel 1968. Per noi ragazzini di allora, nei primi anni ottanta, Arnold Jackson ha rappresentato una parte di noi, ci identificavamo, ci sembrava il volto di qualcuno in cui poterci riconoscere: in ogni smorfia, in ogni sguardo, in ogni battuta. Insomma, si è trattato di un personaggio televisivo capace di entrare nelle nostre case e nel nostro cuore allietando i pomeriggi invernali insieme alla sorella acquisita, Kimberly, e a suo fratello maggiore, anche lui afroamericano, l’indimenticabile Willis.

 

Siamo cresciuti con quel modello di integrazione e, ancora oggi, ci risuona nella mente la voce di Arnold e quel suo inconfondibile: “Che cosa stai dicendo Willis?!”.

 

Il mio amico Arnold (Diff'rent Strokes) è stata una situation comedy prodotta negli USA e trasmessa in 189 episodi autoconclusivi divisi in 8 stagioni. In Italia è andata in onda a partire dal 1980 su televisioni private locali e, successivamente, trasmessa da Canale 5. Al termine della sesta stagione, la serie ha avuto dei cambiamenti a seguito del matrimonio di Philip Drummond con Maggie McKinney, una insegnante di aerobica. La nuova moglie del sig. Drummond e suo figlio Sam, un vispo ragazzino di 8 anni, entrarono nel cast fino al termine della serie. Era il segno dei tempi che cambiavano.

 

E oggi? L’attore Gary Coleman, purtroppo, ha amministrato male il suo grande talento, pur avendo guadagnato milioni con la serie televisiva che lo vide protagonista, è finito a fare altri lavori, per esempio la guardia privata. Si è ritrovato un paio di volte davanti al giudice per l’insofferenza e la sofferenza con cui ha vissuto male sia la fine del successo televisivo sia per il non aver mai saputo accettare quella sua malattia ai reni che lo ha costretto a vivere, da sempre, con la nefrite e la crescita bloccata. Ha continuato a comparire di tanto in tanto, in alcune produzioni minori o in qualche cameo. Ha avuto anche un'esperienza politica nel 2003, quando annunciò la sua candidatura a governatore della California. Infatti, a seguito della discesa in campo di un altro Arnold, l’aitante Schwarzenegger, dichiarò di volersi ritirare e di appoggiare l'ex attore ma, essendo ormai ufficialmente iscritto nella lista dei candidati, non poté far depennare il suo nome dalla scheda elettorale. Nelle consultazioni Coleman ottenne 14.282 preferenze (0,16%) ed arrivò ottavo su 135. È stato arrestato due volte: nel 2008 per aver investito una persona in un parcheggio, e nel 2009 per presunte violenze domestiche. Successivamente, durante una trasmissione televisiva, volta a riabilitarlo di fronte al pubblico, diede in escandescenze nei confronti di conduttori e giornalisti ed abbandonò precipitosamente la scena tra la costernazione generale. Pochi giorni fa, però, Arnold ha lasciato davvero la scena, per sempre, e ci ha abbandonati veramente. Ma non è la fine di una serie televisiva, stavolta è davvero un addio.

 

Ci ha lasciati per sempre il 28 maggio 2010. Quando me lo hanno detto, non volevo crederci. Mi sono voltato con lo stesso sguardo e con lo stesso tono di voce che usava Arnold nel telefilm. Ho preso una pausa, poi ho esclamato: che cosa stai dicendo Willis?!

 

 

Pier Paolo Segneri

 



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