Politica
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05/07/2010
L’altro polo con Fini
Il percorso politico del presidente della Camera, Gianfranco Fini, si fa sempre più chiaro
Pier Paolo Segneri
Mentre il Potere dominante sembra essere ancora più confuso.
Dunque, l’Ancien Régime italiano diventa sempre più pericoloso per sé e per gli altri. Del resto, il Potere dominante e fine a se stesso è un blocco unico.
Non è di destra o di sinistra. E’ trasversale. Certo, può essere bicefalo, ma resta comunque un corpo unico.
Il Potere, in altre parole, per come lo intendevano Pasolini e Sciascia, è sempre uguale a se stesso, immutabile nel tempo, immobile, statico, fisso. E così, mentre la Forza è movimento e ascolto, il Potere è fermezza, impotenza e ottusità. Il Potere è violento, arrogante, ipocrita, presuntuoso, dogmatico, chiuso in se stesso. Il Potere è il lato oscuro della Forza. Lo è per i metodi che adotta, per l’opacità, per le logiche di spartizione, per i soprusi, per le menzogne, per le ingiustizie. Insomma, il dominio della partitocrazia italiana, o di come la si vuol chiamare, è riuscito a saldare il cinismo e l’avidità dei vari addentellati del Potere in un solo blocco, in un unico grande partito, in un unico polo trasversale. Questo accade anche quando, apparentemente, il Potere sembra dividersi in destra o sinistra, in maggioranza e minoranza, in governo e opposizione. Sono suddivisioni che, nell’attuale quadro politico complessivo, rispondo e corrispondono soltanto a criteri di facciata. Infatti, l’odierno sistema partitocratico, illiberale, liberticida, anti-riformatore e contro lo Stato di diritto, che ha avuto il sopravvento in Italia, domina come una sorta di “monopartitismo imperfetto”.
Non c’è, quindi, da realizzare un terzo polo. Come scrivono i giornali. Casomai, bisogna lavorare per costruire “l’altro polo”, cioè l’alterità politica rispetto all’antipolitica del Potere dominante. Si tratta, insomma, di organizzare un polo alternativo a questo monolite partitocratico, a questo “monopartitismo imperfetto”, a questo Ciclope non-democratico del Potere. Ci vorrebbe, quindi, un partito riformatore o un polo democratico, liberale e libertario che si ponesse come soggetto politico “altro” rispetto al mostro del partito unico e bicefalo.
C’è da costruire l’alterità per l’alternativa di Governo. A tal proposito, sul quotidiano “la Repubblica” del 5 luglio acquista un particolare interesse l’articolo di Carmelo Lopapa dedicato “alla tela del terzo polo tessuta da Fini”. Si leggono, nella ipotetica galassia, i nomi di Casini, Rutelli, Beppe Pisanu, Poli Bortone, di liberali come Antonio Martino, di repubblicani, di imprenditori.
Se non fosse il solito, ennesimo tentativo di mettere insieme un terzo polo, che rappresenterebbe una strada vecchia e fallimentare, ma si trattasse invece di costruire seriamente l’alterità riformatrice, liberale e libertaria al “monopartitismo imperfetto”, allora direi che nello schema del quotidiano “la Repubblica” sarebbe necessario anche l’inserimento dei Radicali di Marco Pannella che, in quanto sinistra liberale ed eredi della destra storica cavouriana, sarebbero il vero valore aggiunto del progetto di Fini.
Pier Paolo Segneri
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