A Venezia, in questi tremendi giorni di luglio che ti incollano le vesti addosso e che ti fanno rimpiangere il tempo freddo e oppressivo dell’inverno, nessuno ha voglia di “lavorare” se non pensare di gettarsi nelle acque non da Goletta blu del mare che ci circonda. Tutti hanno voglia di chiudere gli occhi e rilassarsi.
Però qui (meraviglia delle meraviglie) c’è un gruppo di persone che “tira dritto” e non può pensare ad altro che sistemare dei regolamenti per le prossime( settembre- novembre 2010) pressanti manifestazioni che - di per sé - sono il vanto di questa città: La mostra del cinema di Venezia, La Mostra internazionale di Architettura e la Biennale d’arte del 2011 (ma di questa – semmai - scriveremo più avanti).
Presentiamo di seguito alcune decisioni del Consiglio della Biennale presieduto dal Dott. Baratta che hanno già provocato parecchie “eco” nel mondo della cultura.
Per quanto concerne la : 67. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, il Consiglio ha deciso che sarà dedicata al cinema comico italiano, e in particolare ai suoi protagonisti (specie i grandi dimenticati), la retrospettiva della 67. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, intitolata La situazione comica (1937-1988).
La rassegna, curata da Marco Giusti, Domenico Monetti e Luca Pallanch, prevede la proiezione di una trentina di opere dagli anni '30 agli anni '80. E' realizzata dalla Biennale di Venezia in coproduzione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, ente deputato alla promozione e preservazione del patrimonio cinematografico italiano, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali( ed è la prima volta che queste due emerite istituzioni collaborano insieme!).
Di tutti i generi italiani, il comico è sempre stato il grande polmone economico e popolare del nostro cinema, dai tempi di Totò fino ai cinepanettoni(Ahimé!). Non ottenendo però che raramente un vero interesse critico. Il fatto quindi che la Mostra di Venezia dedichi al cinema comico italiano una retrospettiva, va interpretato anche come un omaggio a un genere troppo spesso rimasto nell'ombra, ma che- purtroppo- é stato tanto spesso preferito dagli italiani (e visto i tempi, in cui siamo, chi vuole dare loro torto?).
Alcuni dei più popolari comici italiani (Diego Abatantuono, Lino Banfi, Lando Buzzanca, Christian De Sica, Enrico Montesano, Renato Pozzetto, Gigi Proietti, Carlo Verdone, Paolo Villaggio) saranno alla Mostra per ricordare film e comici del passato, ai quali possono essere accostati nel gioco delle discendenze e delle affinità, che caratterizza la storia della comicità nel nostro cinema. Alessandro Gassman, Gianmarco e Ricky Tognazzi presenteranno opere di Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. Testimoni eccellenti (registi, sceneggiatori, attori), della nostra comicità saranno a Venezia per “accompagnare” affettuosamente i film della retrospettiva: Lorenza Indovina, Mario Monicelli, Marco Risi, Emanuele Salce, Franca Valeri, Carlo ed Enrico Vanzina.
La situazione comica rappresenta un ideale proseguimento delle retrospettive presentate con successo a Venezia negli ultimi anni (da Italian Kings of the B's - Storia segreta del cinema italiano nel 2004, fino a Questi fantasmi 2. Cinema italiano ritrovato nel 2009) che hanno contribuito alla riscoperta della nostra produzione ingiustamente rimossa. La situazione comica (1937-1988) si innesta su questa linea, completando la ricerca con il genere comico.
La retrospettiva si divide in due programmi, uno più legato al cinema del passato in Sala Volpi (Palazzo del Cinema) e uno più contemporaneo in Sala Perla.
Il programma che avrà luogo in Sala Volpi include 20 lungometraggi oltre ad alcuni episodi, e ripercorre le gesta dei più grandi comici italiani attraverso la scelta di un film che li rappresenti degnamente, in un arco temporale che va dagli anni '30 fino alla metà degli anni '70, quando l'avvento delle tv private ha cambiato radicalmente faccia alla comicità. Fra i film proiettati: Tutta la città canta, rara incursione nel comico del maestro del cinema di paura Riccardo Freda; L'onorata società, una delle prime prove della coppia Franchi- Ingrassia, lanciati da Domenico Modugno, qui attore e produttore, e diretti da uno dei futuri mattatori della Banda Arbore, Riccardo Pazzaglia; Io non spezzo... rompo, con uno strabiliante Alighiero Noschese che fa il verso al Volonté di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto; l'inedito Gassman de Lo scatenato dell'outsider Franco Indovina.
Il programma che avrà luogo in Sala Perla include 7 lungometraggi, ed è più legato alla contemporaneità (anni '70-'80). Popolari comici italiani (Abatantuono, Banfi, Christian De Sica, Enrico Montesano, Renato Pozzetto, Gigi Proietti, Carlo Verdone, Paolo Villaggio) hanno scelto, nella loro filmografia, un'opera alla quale sono particolarmente legati e che in molti casi rappresenta un autentico cult (come Febbre da cavallo, Eccezzziunale... veramente o Vacanze di Natale, il capostipite del più fortunato filone del cinema italiano contemporaneo).
Efficace esempio di collaborazione tra istituzioni che possono dimostrarsi complementari, come festival e cineteche, il programma della retrospettiva veneziana si è arricchito ancora una volta attraverso una sistematica attività di ricerca, in primo luogo nei "sotterranei della Cineteca Nazionale". Come gli scorsi anni, i film presentati sono oggetto di un accurato lavoro di preservazione e talvolta di restauro, e dopo la Mostra di Venezia saranno proiettati nel circuito culturale in Italia e all'estero, offrendo una nuova vita ai film del passato, e al pubblico di oggi la possibilità di farsi raccontare dal cinema la propria storia.
Nel quadro delle attività permanenti e dei giacimenti culturali riscoperti e restaurati, la scelta de La situazione comica (1937-1988) rappresenta la continuazione del lavoro iniziato dalla Mostra nel 2004, e che da allora ha rilanciato con successo il recupero del cinema italiano invisibile (Italian Kings of the Bs; L'underground italiano; Casanova sullo schermo; Omaggio a Fulvio Lucisano; Centenario Rossellini, Soldati, Visconti; Western all'italiana; Questi fantasmi: cinema italiano ritrovato (1946 - 1975), Questi fantasmi 2. Cinema italiano ritrovato, accanto ai cantieri internazionali della Storia segreta del cinema asiatico nel 2005 e della Storia segreta del cinema russo nel 2006. Anche i cinefili più schifiltosi, saranno ben lieti di rivedere- magari per rimpiangere il tempo della ormai passata giovinezza- quei film così semplici e reali che ti facevano piangere per il troppo ridere. Noi plaudiamo sinceramente a questa bella programmazione( siamo stufi, tra l’altro, di vedere maghi e maghetti, feroci assassini, orribili previsioni del futuro).
Quasi in contemporanea, ci sarà la speciale 12. Mostra Internazionale di Architettura, guidata dall’architetta famosa nel mondo, la giapponese Kazuyo Sejima, che ha proposto- in veste di Direttore- di assegnare il Leone d’oro alla carriera all’architetto olandese : Rem Koolhaas perché ha ampliato le possibilità dell’architettura, focalizzandosi sulle relazioni tra le persone e lo spazio. Egli- poi- crea edifici che stimolano l’interazione tra le persone, raggiungendo in questo modo ambiziosi obiettivi per l’architettura. La sua influenza nel mondo va ben oltre l’architettura, ispira infatti persone dei più svariati campi disciplinari che traggono grande libertà dal suo lavoro.
Citato da Time nel 2008 tra le 100 personalità più influenti del mondo, nel 1975 Rem Koolhaas – insieme con Elia e Zoe Zenghelis e Madelon Vriesendorp – ha fondato l’OMA (Office for Metropolitan Architecture). Le opere più importanti di Koolhaas e OMA includono il Netherlands Dance Theatre a L’Aia, il Nexus Housing a Fukuoka in Giappone, il Kunsthal a Rotterdam, il Grand Palais di Euralille e di Lille, La Villa dall’Ava, la Très Grand Bibliothèque e la Seattle Public Library. Questi edifici compaiono, insieme alle riflessioni di Koolhaas sulla società contemporanea, nel suo libro S,M,L,XL (1995), scritto come fosse un “romanzo sull’architettura”. Nel 1978 scrive Delirious New York: manifesto retroattivo di Manhattan, divenuto un classico della teoria architettonica contemporanea. Nel 2000 ha vinto il Premio Pritzker.
“Il Cda ha inoltre stabilito l’assegnazione di uno speciale Leone d’oro alla memoria all’architetto giapponese Kazuo
Shinohara, scomparso nel 2006, che ha esercitato un’ampia influenza sulla scena architettonica giapponese dando vita alla cosiddetta “scuola di Shinohara”, cui possono essere ricondotte le opere di Toyo Ito, Kazunari Sakamoto e Itsuko Hasegawa.
“Shinohara è stato capace di riflettere sul valore simbolico dello spazio - ha dichiarato Sejima - e su come quel simbolismo si relaziona con gli individui. Da una parte si interessava al modo in cui questa tendenza si era sviluppata all’interno della tradizione giapponese, dall’altra era attratto da geometrie più astratte e dalla casualità dello sviluppo urbano. Con la sua ricerca ha creato edifici dotati di una speciale sensibilità che lo hanno aiutato ad approfondire una visione critica nei confronti dell’architettura moderna. Molte persone in Giappone e nel mondo sono rimaste affascinate da questo architetto. Ho proposto di conferirgli questo premio perché ha interpretato le possibilità dello spazio in un modo molto personale”.
Chi è Rem Koolhaas.
Nato a Rotterdam nel 1944, comincia la sua carriera come giornalista collaborando con l'Haagse Post e come sceneggiatore in Olanda e a Hollywood. Frequenta l’Architectural Association School a Londra e studia con Oswald Mathias Ungers alla Cornell University. Nel 1978 scrive Delirious New York: manifesto retroattivo di Manhattan, divenuto un classico della teoria architettonica contemporanea.
Attualmente sta lavorando ai progetti per la sede centrale di China Television a Beijing e per lo Stock Exchange di Shenzhen.
Koolhaas è professore all’Università di Harvard dove dirige The Project on the City, un programma di ricerca sul cambiamento delle condizioni urbane nel mondo. Le ricerche condotte sul Delta del fiume Pearl in Cina (intitolata Great Leap Forward) e sulla società dei consumi (The Harvard Design School Guide to Shopping) sono state pubblicate da Taschen Verlag.
Fra i riconoscimenti degli ultimi anni si ricordano il prestigioso Premio Pritzker di Architettura (2000), il Praemium Imperiale (2003), la Royal Gold Medal (2004) e il premio Mies Van Der Rohe (2005).
Oltre a dirigere OMA, Koolhaas è coinvolto nelle attività di AMO, il gruppo creativo di OMA costituito nel 2000, che tratta di progetti non architettonici che spaziano dall’informatica all’editoria. Sin dalla sua fondazione, AMO ha collaborato con Prada per accrescere la presenza mondiale di questa azienda attraverso una serie di attività creative. L’attività biennale di ricerca dell’AMO per la Commissione Europea sulla visual identity dell’UE si è conclusa con la mostra Image of Europe, ospitata dal governo olandese nell’autunno 2004. Nel 2003 e nel 2004 l’opera completa di OMA e AMO è stata presentata nella mostra Content presso la Neue Nationalgalerie a Berlino e presso la Kunsthal a Rotterdam. Il volume Content (2003) illustra i modi in cui Koolhaas, OMA e AMO interagiscono con il mondo e come il mondo a sua volta influenza il loro lavoro.
kazuo Shinohara, Leone d’oro alla memoria
Kazuo Shinohara (2 aprile 1925 –15 luglio 2006), ha esercitato un’ampia influenza sulla scena architettonica giapponese dando vita alla cosiddetta “scuola di Shinohara” cui possono essere ricondotte le opere di Toyo Ito, Kazunari Sakamoto e Itsuko Hasegawa.
Secondo alcuni critici, , Shinohara può essere considerato “una figura chiave che ha esplicitamente rifiutato gli influssi occidentali e che tuttavia è presente in quasi tutti gli ambiti dell’architettura giapponese contemporanea (…). L’influenza della sua attività di teorico, progettista e accademico è stata enorme”. Ha compiuto i suoi studi al Tokyo Institute of Technology (TIT) presso il quale si è laureato nel 1953 e ha ottenuto una cattedra nel 1970, iniziando così la sua ultratrentennale carriera accademica. Ha fondato il suo ufficio nel 1954 e ha progettato più di 30 edifici residenziali, oltre a numerosi importanti edifici pubblici in tutto il Giappone. Fra questi citiamo i seguenti: Kugayama House (1954), Umbrella House (1961), House in White (1966), Uncompleted House (1970), Uehara House (1976), House Under High Voltage Lines (1981), Ukiyo-e Museum, Matsumoto (1982), Tokyo Institute of Technology (TIT) Centennial Hall (1987), che è considerato il suo capolavoro, Kumamoto Police Station (1990), K2 Building, Osaka (1990).
Fra le sue pubblicazioni si segnalano: Residential Architecture (1964), Theories on Residences (1970), 16 Houses and Architectural Theory (1971). Nel 2005 ha ricevuto il Gran Premio dell’Architectural Institute of Japan (AIJ).
Maria De Falco Marotta & Team