Il lato oscuro della normalità

Recensioni | Letteratura
Il lato oscuro della normalità
Critica e denuncia sociale nell'horror di Fabrizio Valenza

di Giuseppe Di Tullio

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Fabrizio Valenza, già da alcuni anni sulla cresta dell’onda, nell’editoria tradizionale e on line, come scrittore fantasy, con il romanzo Codice infranto, dopo l’interessante Commento d’autore, ha dato prova di aver raggiunto una piena maturità creativa anche nel genere horror.

 

La vicenda narrata vede come protagonisti Angelo Tiraboschi, Gustavo Nicolis e Rocco Costanzo, insegnanti e colleghi presso una scuola media di Verona. Accomunati da una torbida propensione alla pederastia, nell’arco di dodici anni stuprano, seviziano e uccidono otto bambini. Per custodire questo terribile segreto e proteggersi a vicenda, i tre docenti hanno concordato un codice di comportamento ad hoc, basato su tre semplici regole: «Non si agisce sull’impulso. Non si agisce da soli. Non si lasciano tracce». Regole che una domenica pomeriggio Angelo Tiraboschi, per assecondare le proprie pulsioni voluttuose, infrange uccidendo Diego Balani, un adolescente che si prostituiva, alunno dei suoi due colleghi. La maledizione lanciata dal ragazzino in punto di morte man mano si avvera. Il primo a perire in modo raccapricciante è proprio Angelo Tiraboschi, seguito da Gustavo Nicolis e, infine, dal leader del gruppo, Rocco Costanzo, la cui tragica fine è funestamente presagita da incubi nei quali i bambini assassinati dai tre professori pederasti tornano a visitarlo.

 

Valenza, con uno stile sobrio ed essenziale, e un intreccio ricco di suspense, trascina il lettore in un vortice di depravazione, crudeltà e sangue che culmina nell’uccisione di Rocco Costanzo. L’ambientazione stessa, sapientemente scelta e tratteggiata, contribuisce a creare suspense e una lugubre atmosfera spettrale. Le brume invernali di una città padana come Verona, in tal senso, non hanno molto da invidiare allo scenario tipico dei romanzi gotici.

 

Un cupo sentore di morte impregna di sé i protagonisti e tutto ciò che li circonda. Essi dànno e ricevono la morte, perché sono già morti dentro. Sono come zombi, morti viventi, automi privi di qualsiasi interiorità e spiritualità. Respirano un’aria di desolato nulla valoriale e relazionale: la loro vita si riduce a un ambiente lavorativo caratterizzato da frequentazioni formali, superficiali, vacue, al limite dell’insulso e a una tremenda solitudine nella sfera privata, in cui un pervasivo nichilismo assopisce qualsiasi ricerca di ciò che è vero, bello e buono. In questo nulla di senso e in questo deserto di rapporti umani, può allignare e trovare un terreno fecondo la mala pianta della perversione. Angelo, Gustavo e Rocco, borghesi e normalissimi docenti, mettono insieme le loro solitudini per soddisfare i loro istinti più biechi e tenebrosi. Tre persone che conducono una vita banalmente normale celano dentro di sé mostri capaci di compiere delitti efferati.

 

Dopo l’impatto emotivo lasciato dalla lettura del romanzo, questo è il sospetto che resta e che Valenza sembra voler insinuare: diamo troppo facilmente per scontata una normalità che, forse, tanto normale non è.

 

Codice infranto

di Fabrizio Valenza

Casa editrice: Dunwich Edizioni

Numero pagine: 147

Prezzo di copertina: Euro 9,90


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