Vita virtuale e dipendenza da Facebook

Attualitá | Medicina e Prevenzione
Vita virtuale e dipendenza da Facebook
le nuove dipendenze da internet e da facebook

di Daniela Saraceni

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 Scontro frontale, sulle strisce pedonali, tra due persone intente a chattare ognuna sul proprio cellulare.

Improvvisamente, entrambe emergono dalla loro trans concentrativa e cominciano a litigare, stizzite, per essere state costrette ad interrompere la loro vita virtuale nella chat.

Una vita reale interrotta dalla dipendenza di una vita virtuale.

È ormai diventato un fenomeno molto comune quello di vivere come un Avatar la propria vita.

Alcuni anni fa, era già presente questo fenomeno negli Stati Uniti, dove molte persone vivono in case isolate, molto distanti le une dalle altre, a diversi chilometri dal centro abitato.

Erano nati i primi network e venivano utilizzati anche per intessere amicizia, per così dire, a distanza e virtuale.

 

La solitudine, la noia, la depressione, l'impossibilità di socializzare con altre persone sovente inducono a questo nuovo fenomeno sociopatico.

In un primo momento pareva che socializzare sul Web portasse un certo benessere psicologico, dovuto al fatto che sul web le persone tendono a mostrare il meglio di sé, sia nelle immagini che postano, sia nella descrizione delle loro caratteristiche, sia nelle falsate informazioni che forniscono su se stessi.

Bugie telematiche, tendenziose, atte a catturare l'attenzione di altre persone alcune volte altrettanto menzognere.

Spesso la vita è dura, pesante, scarsa di soddisfazioni, priva di affetti sinceri e disinteressati, fatta di esperienze negative collezionate negli anni che stancano la gente nel coltivare i rapporti umani.

I fallimenti, le delusioni, le perdite, i lutti, non vengono tollerate allo stesso modo da tutte le persone.

Dunque è  un luogo comune, impropriamente usato in psicologia, dire che le sofferenze rafforzino gli esseri umani:in realtà li indeboliscono.

Per tale motivo  c'è chi va incontro a sindromi depressive più o meno gravi. In molti casi chi già soffre di stati ansiosi o depressivi può andare incontro a peggioramenti fino a sfociare nelle dipendenze da alcool, droghe, sostanze stupefacenti, cibo ed infine la nuova dipendenza da Internet che indistintamente colpisce giovani ed anche meno giovani, uomini e donne, persone colte e meno colte.

 

Bisogna essere obiettivi e riconoscere che, in effetti, internet è un mezzo molto valido, interessante e altrettanto utile così come lo è il computer ma, è anche vero che di questi due eccezionali mezzi se ne può fare un uso diverso a seconda dei casi.

C'è chi lo usa intelligentemente per lavoro e chi ne fa un abuso.

Basti pensare a Facebook che può essere adoperato per molteplici scopi: per lavorare, per pubblicizzare, per giocare, o addirittura per inventarsi una nuova vita da mostrare agli altri che non ci conoscono, così da illudere se stessi, credendo e sperando di essere una persona completamente diversa da quella che si è in realtà.

Essendo in tanti a illudersi di potersi così realizzare virtualmente, si iniziano moltissime relazioni e amicizie virtuali tra persone in un modo o nell'altro fallite.

È bene conoscere e studiare il fenomeno Facebook   proprio per comprendere appieno questa nuova realtà virtuale che ormai da anni coinvolge molte persone.

A causa di Facebook molte unioni, molti matrimoni sono falliti e questo ci fa riflettere sulla incapacità delle persone a sostenere la pesantezza di una vita reale, fatta di responsabilità, rispetto ad una vita virtuale ed illusoria che lascia il tempo che trova.

Facebook , come anche altri network,  rappresenta un teatro dove non persone reali, bensì personaggi inventati e stereotipati popolano pagine e profili falsi, o comunque non del tutto  veritieri, che diventano interessanti per altre persone con uguali caratteristiche e crisi di identità. È un modo come un altro per rifarsi una vita diversa con la propria immaginazione, senza essere costretti a fuggire, come fece invece Il fu Mattia Pascal.

Un esigenza di molti, a quanto pare!!!

 

Un mondo pirandelliano dove i personaggi sono in cerca di autore, dove non si è protagonisti di una propria vita reale, piuttosto si spera di esserlo nel virtuale… mancando una vera e propria personalità, si cerca di imitare qualcun altro più interessante.

I più patiti o patetici, scegliete voi come preferite definirli, possiedono più profili falsi, con foto copertina “rubate”,  sono i cosiddettifake

Fanno tuto questo per spiare altre persone senza essere riconosciuti, oppure per interagire tra loro stessi.

Incredibile ma vero!

A volte un fake mette un like sul profilo di un altro fake che appartiene alla stessa persona che li ha inventati. C'è la gara a chi ha più like, infatti, quasi una malattia…così ci sono dei trucchi speciali per avere moltissimi like, senza conoscere nemmeno chi li mette.

C'è l'abitudine di fotografare i piatti di portata, o farsi fotografare dentro una casa che non è la propria, alla guida di una bella automobile che non appartiene al soggetto o in un ristorante di passaggio o vicino ad un albergo importante. Tutto questo per mostrare qualcosa a qualcun altro, per far credere che la propria vita è speciale fatta di viaggi, divertimenti, belle automobili, belle donne.

Si illudono gli altri per illudere se stessi di vivere una vita decente ma, se andiamo a vedere dietro al sipario della vita di queste persone ci accorgiamo delle loro molteplici problematiche.

Si tratta di soggetti psicopatici, sociopatici, psicolabili, megalomani, bipolari, instabili, tendenti alla depressione, a volte senza  lavoro, con problemi familiari, senza amici, che conducono una vita molto povera di stimoli ma, soprattutto, in solitudine. Si vendono in questo modo al cosiddetto mercato virtuale del…Network ad altre persone simili, in cerca di illusioni e stimoli vitali, in cerca di amicizie o relazioni che poi in breve tempo tendono a bruciarsi perché prive di fondamento.

 


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