Riccardo Joshua Moretti

Cultura | Terza Pagina
Riccardo Joshua Moretti
Provenienze dal cielo e dal cuore

di Alan D. Baumann

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Abbiamo incontrato il Maestro Riccardo Joshua Moretti, direttore d’orchestra, musicista, compositore, professore presso il Conservatorio di Parma, ma anche attore cinematografico.

 

Ci si sente totalmente a proprio agio, nonostante ascoltare il Maestro Moretti significhi vivere un ampio mondo artistico attraverso composizioni, incontri, interpretazioni e tanto altro. Non soltanto un mondo legato alla musica, ma anche ai colori, siano essi “tradotti” in opere scultoree, pittoriche, musicali: l’interpretazione della poesia dell’anima,  alla continua ricerca di emozioni da interpretare, tradurre, creare.

 

Quanto  i giovani seguono la musica classica, qual è il loro impegno per apprendere uno strumento?

 

Parlare dei giovani e la musica oggi è molto importante anche per capire quale sia il ruolo della dimensione creativa nelle varie arti in questo nuovo millennio.

 

Credo che la cosa più significativa sia stata l’apertura dei Conservatori a tutte le varie espressioni che il mondo ci propone, dalla musica nel cinema, al jazz, alla musica etnica fino ad arrivare ai grandi cantautori che hanno definito in modo chiaro la storia del nostro dopoguerra.

 

Vi è un prima e un dopo i Beatles e la musica rock è ancora oggi una fucina di creatività molto prolifica.

 

Per ultimo non va dimenticata la computer-music la quale, con pochi mezzi ma di notevole efficacia, sta dando la possibilità a molti giovani di mettersi in gioco partendo dall’inserimento della loro musica attraverso la rete.

 

Per entrare nel discorso personale di Compositore e Direttore d’Orchestra la cosa si fa un po’ più delicata e se vuoi mi crea sempre quel minimo d’imbarazzo; ma ci provo.

 

Quale ritiene sia stato il “lavoro” di cui si sente più fiero, sia esso una composizione, un impegno quale la direzione orchestrale, un concerto in particolare o altro? Vi è qualcosa che rifarebbe?

 

Come Direttore posso circoscrivere la risposta a due esperienze:

 

La prima in ordine cronologico è quando ho avuto la possibilità di dirigere n°9 concerti sinfonici con l’Orchestra del Maggio Fiorentino. Il fatto è che fin da piccolo era l’Orchestra che avevo sempre sognato di dirigere ( da buon toscano ) e quando ciò è avvenuto è stata una vera soddisfazione.

 

La seconda è salire sul podio per dirigere l’Orchestra Sinfonica del Teatro Bolshoj di Mosca. Beh! Posso garantire che è stato simile come quando un pilota sale per la prima volta su una Ferrari di Formula Uno. Fantastica Orchestra con la quale per 7 anni ho registrato decine di lavori.

 

Queste sono tra le esperienze che rifarei molto volentieri.

 

Poi ho incontrato il M° Nino Rota con il quale ho iniziato a collaborare e seguire meticolosamente da quando stava componendo la musica per il “ Casanova “ di Federico Fellini. Sono stato con lui fino al giorno della sua scomparsa e tante sono le cose che mi ha insegnato e che ancora oggi mi accompagnano nella mia attività.

 

Non posso però tralasciare alcuni personaggi del panorama mondiale con cui ho avuto l’onore di lavorare e conoscere da Lindsey Kemp a Carlo Maria Giulini, da Giorgio Albertazzi,Gabriele Lavia e  Ettore Scola, da Severino Gazzelloni a Franco Ferrara e Salvatore Accardo, da Sergei Bondarchiuk a Itzack Pelmann solo per citarne alcuni.

 

Il lavoro che però mi sta dando le più grandi emozioni è quello che sto facendo con la Compagnia del Balletto di Siena e soprattutto la bellissima collaborazione con il loro Direttore e Coreografo Marco Batti, artista di valore e di grande sensibilità (al momento stiamo creando un nuovo balletto basato su Notre Dame).

 

Le piacerebbe fare un concerto di musica mediterranea, magari con grandi artisti come Miriam Meghnagi o altri?

 

Ho lasciato per ultimo quel settore della mia creatività proprio perché si riferisce alla parte più interiormente personale tra tutte le altre. Ed è un lavoro che mi vede impegnato nel rapporto tra Musica e il Mondo Kabbalistico.

 

L’essere un musicista ebreo mi pone di fronte ad una responsabilità molto profonda per quanto riguarda il mio personale rapporto con D-O e forse la musica mi aiuta ad entrare in quei mondi,  pieni di misticismo, molto più efficacemente. Questo mi convince sempre di più di quanto la “Musica “ riesca ad esprimere l’” Inesprimibile “.

 

Quando lavoro immerso in questo Universo Infinito percepisco in modo evidente di essere solo un piccolo musicista con l’abilità di “ Ricevere“ ciò che proviene direttamente dal cielo.


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