Lettera al mio collega palestinese

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Lettera al mio collega palestinese

di Hamos Guetta

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Caro collega palestinese, Tu non lo sai, ma abbiamo qualcosa in comune.

 

Tu, o i tuoi avi, avete subito quella che chiamate Nakba. Anche io ho avuto la mia Nakba.

 

Ti mostro una cosa. Il mio certificato di profugo. Profugo arabo ed ebreo. Il mio certificato dell’Onu.

 

Io a questo certificato non ho permesso di stabilire il mio destino. Io e la mia gente siamo fuggiti, cacciati dalla Libia. Non da solo. In un milione siamo stati cacciati dai paesi arabi, in un milione siamo dovuti fuggire.

 

Eppure già il giorno dopo tutti abbiamo pensato al futuro. Costruire, lavorare, creare; anche dal nulla. Non ti nascondo che i primi tempi sia stato difficile.

 

Ci ho messo 2 anni per potermi mangiare un gelato. E dico gelato perché ero un profugo-bambino a Roma.

 

Caro collega profugo, io non ho permesso a quel certificato di condizionare la mia vita. I miei genitori mi han detto subito di adeguarmi alla nuova condizione. Lavora, studia, reinventati una vita.

 

Dopo 24 ore non ero più profugo.

 

E allora mi domando perche tu, mio collega palestinese, sei rimasto profugo? Ma soprattutto perche hai insegnato a tuo figlio a rimanere profugo a vita? E così ai nipoti? Non si può rimanere profughi a vita. E non solo una vita. Generazioni.

 

Perché mandate i vostri figli a scuola ad imparare quanto odiate gli ebrei? Perche usate i soldi che il mondo dona ai palestinesi per costruire fortezze e armi? Se aveste fatto come ha fatto la mia gente oggi vivreste nella Montecarlo del Medio Oriente. Perché Gaza ha un potenziale immenso. Le bellezze naturali e il mare ne avrebbero fatto una perla per il turismo. E non solo. Allora perché hai scelto di distruggere il tuo vicino anziché costruire meglio la tua casa e la tua vita? Perché non vivi a Montecarlo? La vostra Montecarlo.

 

Forse è troppo difficile vedere come a pochi km si viva come a Montecarlo.... Questo sollecita invidia e rabbia? Tu puoi insegnare a tuo figlio che anche lui può se vuole. Basta studiare, lavorare, eliminare l’odio dai libri scolastici; spendere i soldi per il bene e non per armi.

 

Se avesse iniziato tuo nonno, oggi tu vivresti a Gaza come a Montecarlo con i confini aperti verso Egitto, Israele e il mondo. Invece continui a creare un futuro sfortunato per i tuoi nipoti.

 

Io ti chiedo di cambiare. Fai come ha fatto la mia famiglia:. la terra offre tanti fiori. Basta coglierli.


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