Adozione e conversione

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Adozione e conversione
La bambina quasi adottata da coppia musulmana

di Leandro Abeille

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Ha suscitato grave scandalo la storia, riportata dal “Times” e rilanciata in Italia anche dal “Corriere della Sera”, circa una bambina londinese cristiana data in affidamento ad una famiglia londinese musulmana.

 

Alla bambina sarebbe stato tolto il crocifisso regalatole dalla madre ed impedito di mangiare il suo piatto (italiano) preferito: gli spaghetti alla carbonara, perché, ovviamente, fatto con la pancetta (seppure ci vorrebbe il guanciale n.d.r.).

 

Non si capisce il motivo del grave scandalo, ogni famiglia cerca di fare il meglio per i propri figli, anche quelli dati in affido. Non ci saremmo sorpresi se la famiglia affidataria avesse impedito alla bambina comportamenti sbagliati, come non studiare o drogarsi e perché ci stupiamo se la stessa famiglia impedisce una religione sbagliata e miscredente? Poi si sa, ogni bambino nasce musulmano, sono i genitori a farlo diventare di un’altra religione, per questo si parla di “ritorno” all’Islam quando ci si converte.

 

Il problema non è essere radicali o meno ma applicare il Corano o meno, il musulmano non può non farlo se vuole percepirsi musulmano ed il libro sacro, disceso direttamente da Dio, intima: “Obbedite ad Allah e al Messaggero e state attenti” ( Sura 5, Versetto 92 – tra gli altri).

 

Il Corano (e di conseguenza l’Islam) della famiglia affidataria sono compatibili con il cristianesimo della bambina data in affido?

 

A leggere il Corano pare proprio che per i Cristiani, a meno che non si convertano alla religione di Maometto, la destinazione finale sia l’inferno: “Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia, figlio di Maria!”. Mentre il Messia disse: “O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra!” (S.5, V.72).

 

Non solo, uno dei dogmi più importanti del Cattolicesimo, la Trinità, è messo ampiamente in discussione nel Corano: “Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “In verità Allah è il terzo di tre”. Mentre non c'è dio all'infuori del Dio Unico!” (S.5, V73).

 

E’ pericoloso anche solo sostenerlo questo dogma, come la divinità di Gesù: “E se non cessano il loro dire, un castigo doloroso giungerà ai miscredenti” (S. 5, V. 71).

 

Il concetto base del cristianesimo: il mistero dell’uomo che si fa Dio e riscatta i peccati degli uomini tramite la sua morte, è una bufala. Lo riporta il Corano che sostiene fosse un’allucinazione: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah! Invece non l'hanno né ucciso, né crocifisso, ma così parve loro” (S. 4, V.157).

 

Non c’è da stupirsi allora se una famiglia musulmana abbia iniziato a convertire la giovanissima cristiana, lo farebbe chiunque che non volesse vedere i propri cari all’inferno.

Lo stesso ragionamento deve essere applicato al velo, la bambina cristiana ha “vissuto in due diverse famiglie, entrambe musulmane. Nella prima la madre indossava il niqab, la lunga tunica nera che copre le donne dalla testa ai piedi. Mentre nella casa attuale le donne si mettono il burqa per uscire di casa”. Queste famiglie hanno scelto l’esempio quale sistema educativo per la bambini, perché, in questo caso, meglio il mite caldo dell’estate londinese con il niqab, che non il caldo insopportabile dell’inferno, come sostiene da un classico meme di un gruppo islamico italiano.

 

Ha sicuramente ragione Papa Bergoglio, il quale, nell’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” sostiene che: “Gesù Cristo e Maria sono oggetto di profonda venerazione ed è ammirevole vedere come giovani e anziani, donne e uomini dell’Islam sono capaci di dedicare quotidianamente tempo alla preghiera e di partecipare fedelmente ai loro riti religiosi”, tuttavia, a lume di Corano, farebbe bene Francesco a convertirsi se non vuole passare dalla veste bianca all’inferno.

 

Deve essere quello più o meno quello che ha pensato la famiglia musulmana, affidataria della bambini cristiana.


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