Una città che funziona la portaerei Cavour

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Una città che funziona la portaerei Cavour

di Alan D. Baumann

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A bordo della portaerei Cavour regnano l’educazione e la gentilezza. Siamo certi che non si tratti di un fatto isolato, lo avevamo notato anche in altre situazioni e da altre componenti le Forze Armate, ma riteniamo particolari le attenzioni rivolte non soltanto verso i giornalisti invitati, ma notate anche tra tutti i “condomini”. Questa una delle gradevolezze riscontrate in una particolare giornata trascorsa sulla nave ammiraglia della Marina Militare italiana, per l’avvio dell’esercitazione “Mare Aperto 2018”. Nell’addestramento delle 540 persone che costituiscono l’equipaggio della Nave Cavour ha stupito quella cordialità che fino ad alcuni decenni or sono, sembrava mancare nelle forze armate del paese,  di troppo“vecchio stampo”.

 

Ci ha stupito perfino il Comandante in Capo, l’Ammiraglio Marzano, che durante lo speechintroduttivo, non si è espresso con quell’autorevolezza dura che regnava sovrana un tempo, bensì con quella certezza degna di una guida, sicuro di conoscere in fondo la materia e certo di arrivare al pensiero di chi lo stesse ascoltando, compresi i suoi uomini. Presenti sulla Nave anche degli studenti della LUISS di Roma e della Ca’Foscari di Venezia, degli osservatori militari provenienti dalla Francia e dal Brasile.

 

L’atmosfera che rapidamente si era creata fra i membri dell’equipaggio - ufficiali compresi -, i giornalisti, gli studenti e le autorità era sincera, coesa. In un condominio cittadino difficilmente si sarebbe arrivati a così tanto e per questo alcuni invitati hanno avuto la sensazione di essere a contatto con una enorme famiglia, dove ovviamente i gradi vengono rispettati, ma senza alcuna violenza verbale.

 

Oltre all’equipaggio fisso possono aggiungersioltre 600 persone delle componenti specialistiche imbarcate. Le caratteristiche costruttive rendono il Cavour una piattaforma versatile che svolge il compito primario di portaerei, ma è anche unità di comando e controllo, piattaforma logistica ed anfibia e nave ospedale, come ci informa l’ufficio stampa della Marina.

 

Alta la professionalità e – torniamo a raccontarlo – la disponibilità di ognuno. Per chi avesse dei dubbi di dove finiscono i soldi dei cittadini, assicuriamo che in questo caso vengono spesi molto bene. Le attività della Marina, in gran parte legate a missioni di pace e nel controllo della stessa, ma anche nell’aiuto a popolazioni residenti od in fuga, possono riempire l’Italia di orgoglio.

Stupefacente il decollo corto degli aerei AV8B II plusel’atterraggio verticalesul ponte di volo della Cavour lungo 234 metri. Giganteschi gli hangar, ma soprattutto incredibile l’ospedale di bordo, con 3 camere operatorie, e le stanze specialistiche. Magari fossero così anche i nosocomi pubblici.

 

Stupefacenti le attrezzature informatiche e satellitari che rendono questa nave un aeroporto, un ospedale come detto, il comando di una grande operazione multinazionale. Durante la visita, l’Ammiraglio ha parlato con il Comandante della Nave Alpino, in perlustrazione nell’atlantico alla ricerca dei velisti dispersi. Auguriamoci nel successo anche di questa particolare missione.

 

Nell’operazione “Mare Aperto” verranno utilizzate 45 unità navali (di cui 9 straniere), 3 sottomarini, tanti elicotteri ed aerei, la Brigata San Marco ed il Reggimento Lagunari, oltre ad un team di Forze Speciali, 2 unità cinofile, per un totale di 5766 tra uomini e donne.

 

Un ringraziamento anche alla cucina della portaerei: importante e perfetta come tutte le componenti di questa straordinaria città galleggiante.


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