Come vuole la vita

Recensioni | Letteratura
Come vuole la vita
Ognuno di noi è ciò che riesce a scrivere nel cuore delle persone

di Michela Scomazzon Galdi

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Come vuole la vita” (Il Rio edizioni) è un romanzo autobiografico chel’autrice, Ana Danca, si è voluta regalare comeformadi riscatto personale. Il libro si inserisce a pieno titolo come un’importante testimonianza nella più profonda riflessione sulla condizione della donna, tuttora vittima della violenza di genere. Un altro tema di grande attualità che emerge nel romanzo della Danca è quello della migrazione femminile che, nel caso di Ana, è fortunatamente a lieto fine. Il libro, racconto di una vita difficile - segnata in particolare dall’alcolismo e dalla violenza del marito - è la storia di una donna straniera, Ana è di origini romene, emigrata in Italia da venti anni; è il coraggio di raccontarsi e la determinazione nell’affrontare il proprio passato ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro ed ai propri figli, grazie anche all’ausilio della Fede che, per Ana, rappresenta una guida tra gli ostacoli della vita e le dure prove che ha dovuto superare. “Come vuole la vita” è stato presentato a Roma presso L’Altracittà, graziosa libreria indipendente, dalla giornalista Francesca Baldini (responsabile del gruppo giovani di Religions for Peace Italia) e da Paola Frezza Presidente dell’onlus Assolei. La Professoressa Oana Bosca-Malin, vice direttore dell’Accademia di Romania, ha fatto a sorpresa un saluto beneaugurante. In occasione della presentazione del suo libro abbiamo intervistato Ana Danca.

 

Come e quando è nata l'idea del tuo primo libro?  

 

L'idea nasce in seguito ad una lunga ricerca, di una persona disposta a condividere con me un momento di gioia espresso in due parole: "Sto bene".

 

Quali sono state le tue modalità di scrittura? (Scrivevi un certo numero di pagine al giorno, scrivevi quando avevi tempo?)

 

Parlare con il foglio, scrivere, mi faceva stare bene. Scrivevo tutti giorni perché avevo tante cose da raccontare e giorno dopo giorno il mio cuore si apriva sempre di più. A volte anche sul posto di lavoro, di nascosto, durante le pause, immaginavo di parlare per telefono a qualcuno.

 

Come ti sei orientata per trovare una casa editrice? qualcuno ti ha aiutato in questa ricerca?

 

Quando ho deciso di unire in un libro tutto ciò che avevo scritto, non possedevo mezzi tecnologici: non sapevo usare un computer, non avevo internet né un indirizzo email ma solo un semplice telefono. Per trovare una casa editrice ho preso le Pagine gialle ed ho cominciato a telefonare a tutte le case editrici presenti sul territorio (ndr Ana vive a Mantova da venti anni). Fissavo appuntamenti,  andavo a fare colloqui ma senza tante speranze. Con molta fatica ho trovato una casa editrice adatta  alle mie possibilità economiche ma che mi è sembrata seria ed affidabile. Nessuno si fidava di me, ho ancora un sapore amaro in bocca nel ricordare come cercavo di convincerli che sono una persona per bene, che avrei pagare tutto fino all’ultimo centesimo, anche se sono una donna straniera che vive in Italia. Insomma, mi sono rimboccata le maniche ed ho fatto tutto da sola. 

 

Leggendo il tuo libro, abbiamo imparato tanto del tuo Paese, la Romania. Nel libro racconti le difficoltà per studiare: ti sei dovuta allontanare dalla famiglia, studiavi ed al tempo stesso  aiutavi la tua famiglia nei campi, con gli animali, controllando ed aiutando i fratelli più piccoli. Pensi che oggi  nel tuo paese i giovani abbiano una vita più facile?

 

Penso che il progresso, la tecnologia, il benessere li abbiano fatti diventare “schiavi”, non hanno più la libertà di vita vera. La mente, non lavora più con la fantasia, non hanno iniziativa perché trovano sempre le cose pronte.

 

Nel libro racconti il dramma di avere un marito alcolista e violento: Cosa consiglieresti alle donne che si trovassero nella situazione in cui ti sei trovata tu? Di andarsene da casa? Di rivolgersi ad un centro antiviolenza?

 

Non tutte le donne hanno la forza di affrontare una situazione come la mia, rinunciando anche alla propria vita. Comunque l’alcol penso sia una malattia che fa diventare le persone violenza. Va nei luoghi  giusti e con i mezzi ed i tempi necessari. Se in una famiglia ci sono anche i figli, penso che al donna dovrebbe cercare di aiutare il marito ad uscire dall’alcolismo, perché i figli amano entrambi i propri genitori, anche se sbagliano o sono deboli.

 

Secondo te, se molti italiani che non vedono di buon occhio gli stranieri in Italia, conoscessero meglio le vostre vite, spesso difficili, faticose, dolorose, avrebbero più comprensione per voi e vi accetterebbero meglio?

 

Io non ho bisogno di essere accettata per il mio passato, voglio essere accettata per quello che sono oggi ma non voglio pietà. Voglio sentirmi vicina alle persone, a prescindere dalla diversa nazionalità e quando i nostri sguardi si incrociano, nessuno di noi due deve guardare l’altro dall’alto in basso. Dobbiamo sentirci uguali. 

 

In questa società che sta diventando sempre di più "mista", come si potrebbe favorire un maggiore dialogo interculturale?

 

Sarebbe necessario educare i cittadini, sin da giovani al dialogo interculturale, che significa rispettare i principi e i valori di ogni singolo individuo, cercando di comprendere le conseguenze delle discriminazione e combattendo i pregiudizi. La diversità culturale non deve essere solo oggetto di compressione e solidarietà ma anche fonte di arricchimento per ogni persona.

 

Nel libro parli dell'importanza della fede nella tua vita (ndr Ana è cattolica): secondo te chi fede affronta la vita con una maggiore fiducia e tenacia?

 

Avere fede vuole dire non essere mai soli, avere sempre un amico che ti ascolta. La preghiera alleggerisce la Vita, ci dà forza, cambia la visione delle cose. Pregare è amare!

 

Con quale obiettivo hai scritto questo libro?          

 

La mia scrittura mette al centro la persona con i suoi principi fondamentali: l’amore, la fede, la sensibilità, valori che penso oggi siano in via estinzione. Desidero risvegliare nell’essere umano questi valori ed aiutare tutte le famiglie in difficoltà di vita. Ogni singola persona, ogni donna, moglie, madre. Il mio scopo è stato, soprattutto, portare una speranza là dove non c'è più speranza. 

 

Dopo questa intervista abbiamo conosciuto meglio la Romania, ci siamo immersi nel racconto di una vita difficile ma, soprattutto, abbiamo dialogato con una donna speciale, un esempio positivo e di forza morale per tutti noi: Italiani e Romeni. Ana Danca ci saluta con queste parole: “Ognuno di noi è ciò che riesce a scrivere nel cuore delle persone."

 

 

 IL RIO EDIZIONI: UNA CASA EDITRICE AL SERVIZIO DELLA CULTURA

 

Il Rio Edizioni nasce nel 2012 e in pochi anni di intensa attività editoriale ha dato alle stampe monografie d'arte, cataloghi di mostre, atti di convegni, ma anche romanzi, antologie di poesie e libri per bambini. Un comitato scientifico internazionale e un team di consulenti editoriali garantiscono la qualità di progetti, molti dei quali sono stati realizzati con la collaborazione di Università italiane ed europee o enti pubblici.

La casa editrice s’inserisce nel panorama editoriale nazionale con il proposito di voltare pagina nel mondo del libro, non considerandolo come un mero prodotto editoriale, ma come un vettore di conoscenza, un contenitore di cultura atto a trasmettere ai lettori il più alto livello di qualità scientifica e di produzione letteraria, al di là di semplicistiche considerazioni di ambito economico.

 

L’AUTORE, ANA DANCA

 

Settembre 1961, Romania: è Buruienesti un piccolo paese tra le colline e la valle del fiume Siret, dove il tempo è scandito dal suono delle campane, a dare i natali ad Ana Danca, una donna che ha lottato con la vita, sfidandola. Secondogenita di 9 figli, è cresciuta in una benestante famiglia che ha vissuto gli anni del comunismo. Con la crisi delle cooperative e l’irrigidimento del regime dittatoriale subisce l’espropriazione forzata e violenta dei beni, vivendo duri anni di povertà e di libertà negata. Dopo gli studi al liceo classico di Roman, interrotti a causa di una legge del regime di Ceaușescu, completa il suo percorso di studi all’istituto metereologico di Arad e diventa in poco tempo direttrice della stazione di Tunnici, sulle pendici di Vrancea. Dopo il matrimonio, si trasferisce nel paese d’origine e diventa insegnante nella scuola media da lei stessa frequentata da ragazza, partecipando attivamente anche alla vita sociale-politica, fino a quando per amore del marito non viene costretta ad abbandonare ogni sua passione e competenza professionale per lavorare nella sua stessa fabbrica ma come operaia non qualificata di grado zero…

Con la sua caparbietà, Ana Danca ha saputo intrecciare i fili della vita vincendo la solitudine e la tristezza, i soprusi e le violenze, di un marito che ha persino tentato di ucciderla.

Vedova con due figli, ora vive e lavora a Mantova. Ha pubblicato con la casa editrice Il Rio, nel 2016, il suo romanzo d’esordio “Come vuole la vita”.

 

IL LIBRO, COME VUOLE LA VITA

 

Come vuole la vita (Il Rio, 2016) è un romanzo autobiografico, una pubblicazione che la scrittrice Ana Danca si regala come forma di riscatto personale ma che ben presto arriva a inserirsi nella più profonda riflessione sulla condizione attuale della donna, ancora troppo spesso vittima di violenza. È un romanzo che ha suscitato l’interesse di molti ed è stato presentato in numerosi contesti: esordisce grazie al C.A.V. (Centro aiuto alla vita; www.centroaiutovitamantova.it) di Mantova, nonché con la rassegna letteraria organizzata in collaborazione con la libreria indipendente Di Pellegrini, per poi essere invitata in occasione della festa della donna al Caffè letterario del Quartiere Te di Mantova. Esce molto presto dai confini facendosi portavoce di diritti negati in diverse sedi istituzionali, quali la sala Farinati della Biblioteca Civica di Verona; la Casa Internazionale delle Donne di Roma (www.casainternazionaledelledonne.org); il Centro Italiano Femminile

di Mantova (C.I.F.; www.cifnazionale.it); la fondazione Luciana Matalon di Milano (www.fondazionematalon.org), per citarne solo alcuni. Il libro è disponibile anche in versione audio per non-vedenti, ipovedenti, dislessici, distrofici, anziani, malati terminali e tutti coloro per i quali la lettura in modo tradizionale non è possibile grazie al Centro Internazionale Libro Parlato (C.I.L.P.; www.libroparlato.org) A. Sernagiotto Onlus. È stata recensita dai principali quotidiani locali e online.

 

Come vuole la vita è il racconto dettagliato di una vita difficile, una storia di alcol, di violenza e di speranza, la vita di una donna straniera in Italia. È il coraggio nel raccontarsi e la determinazione nell’affrontare il proprio passato, con lo sguardo sempre rivolto al futuro e ai propri figli. È il rintocco delle campane di un piccolo paese della Romania; è la terra ceduta allo Stato negli anni del comunismo; è il desiderio di rivincita e la voglia di ricominciare in un paese straniero, vincendo pregiudizi e paure. L’Italia.


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