La Grecia in Europa

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La Grecia in Europa

di Joel Terracina

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La Grecia è l’esatta prosecuzione dei Balcani nel Mediterraneo, due aree che per loro natura geopolitica sono instabili. Il paese ellenico confina a nord con l’Albania, Repubblica di Macedonia e Bulgaria, a nordest con la Turchia sua eterno rivale.

La Grecia ha assunto diversi significati a secondo del contesto in cui il suo nome viene collocato; esso è il simbolo della civiltà occidentale, il luogo dove sono nate la democrazia, la filosofia, ma in questi ultimi tempi il suo nome è stato associato ad instabilità.

Il paese ha vissuto l’esperienza di governi traballanti, colpi di stato militari e conseguenti crisi politiche assieme a quella finanziaria del 2007-2008 che ha colpito duramente le sue strutture economico-sociali, determinando effetti devastanti sulla popolazione.

La Grecia   rappresenta la porta per l’Oriente nonché l’esatta cesura del mondo occidentale con quello orientale e proprio per questo motivo è stato un errore indebolirla dal punto di vista economico sociale. Di fronte ad una Turchia che gioca una politica estera forte e aggressiva guardando a Oriente, la Grecia avrebbe dovuto essere stabilizzata in quanto doveva essere il pilastro dell’Europa. Greci e Turchi non hanno mai cessato di ostacolarsi a vicenda anche in sede Nato, Gli Usa una volta scomparsa la presenza sovietica nel Mediterraneo hanno sostenuto i Turchi finendo per alimentare le frizioni tra le due parti. La contrapposizione tra i due paesi è aumentata a seguito della richiesta dell’asilo politico di 8 militari turchi golpisti che si erano rifugiati nel paese ellenico e di cui Erdogan chiedeva la loro estradizione.   

Escludendo la parentesi dittatoriale, il paese ellenico ha sempre avuto due grandi partiti che si sono contrapposti: Il Pasok di orientamento socialdemocratico e il partito di Neademokratia di centro- destra; due grandi famiglie si sono sempre succedute al potere quella dei Papandreu e  dei Karamanlis.

A partire dal 2011, il paese già duramente colpito dalla crisi economico finanziaria viene castigato duramente dal Fondo monetario internazionale e dalle istituzioni europee, si decide che deve essere punito aspramente in quanto si scoprono che molti dati, stime concernenti i conti pubblici erano stati truccati. Il paese precipita nel caos, da allora si susseguono governi di coalizione che avranno come conseguenza la fine del consenso dei partiti tradizionali che hanno sempre guidato l’esecutivo mentre si assiste alla nascita di formazioni estremiste ed antisistema come Alba dorata che raggiungeranno un largo consenso tra la popolazione.

La classe media scende in piazza in quanto si vede privata del suo benessere lamentandosi della perdita del potere d’acquisto, si assiste così all’ aumento degli episodi di violenza.

Alexis Tsipras esponente del partito di Syriza di estrema sinistra vince le elezioni promettendo un cambio di rotta graduale, dichiarando di voler combattere contro le misure dell’austerità. Arrivato al potere si trova costretto ad accettare le misure di austerity dettate dal Fondo Monetario, Commissione Europea ed altri creditori internazionali.

Il giovane esponente di Syriza pur criticato per essersi piegato ai diktat della Troika si è mostrato molto abile nel muoversi nell’arena internazionale cercando così da far uscire il suo paese dall’isolamento determinato dalle nazioni europee in particolar quelle del nord. Il primo ministro si è recato in Russia, negli Usa e si è avvicinato anche a Israele, con questo ultimo paese sono stati stretti una serie di trattati di collaborazione in ambito energetico e di difesa con lo scopo di contrastare la politica estera aggressiva della Turchia.

La Grecia assieme a Cipro e ad Israele stanno collaborando per la costruzione di un gasdotto mediterraneo che dovrebbe migliorare la capacità di diversificazione e di approvvigionamento energetico europeo.   

L’ultimo nodo da affrontare per il governo ellenico è quello concernente la denominazione del paese confinante Macedonia, duramente contestata dagli abitanti greci poiché esiste una regione con lo stesso nome in Grecia, i leader dei due paesi hanno dovuto affrontare le resistenze delle popolazioni locali che si oppongono alla fine di questa discordia che dura circa da 27 anni.

Anche se la Grecia è uscita duramente dalla crisi economica finanziaria, deve fronteggiare continuamente le sue minacce interne che rendono questo paese instabile per sua natura e che non deve essere lasciato da solo come è stato per la difficile gestione dei flussi migratori che è esplosa a seguito della guerra civile siriana.

Alexis Tsipras riuscito attraverso molte difficoltà a tirare fuori il suo paese dalla crisi risulta ancora essere primo ministro anche se molto probabilmente, non verrà confermato alle prossime elezioni politiche.


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