Crisi economica e richiesta di leadership

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Crisi economica e richiesta di leadership

di Joel Terracina

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 La crisi economica finanziaria che ha colpito specialmente L’Europa, ha determinato una serie di conseguenze devastanti nell’ambito del mercato del lavoro ed in particolar modo in quello sociale. Il sentimento di antipolitica che si è diffuso facilmente tra la popolazione europea ha finito per favorire il ritorno di formazioni euroscettiche e nazionalistiche che mostrano una forte avversione nei confronti di Bruxelles, concepita sempre di più come un vero e proprio corpo estraneo.

I giovani sono quelli stati maggiormente colpiti dalla crisi e non vedendosi più riconosciuti i loro diritti hanno reagito con rabbia e sconforto, in altri casi come in Tunisia, la loro collera si è trasformata in veri e propri suicidi di fronte ad una situazione economica-sociale che non poteva essere più tollerata.

Le avversità economiche hanno determinato nella grande parte dei paesi del sud Europa la nascita di movimenti antisistema che hanno come obiettivo quello di scardinare il vecchio modello ed inaugurare un nuovo ordine: sociale, politico, economico. Tra le varie istituzioni avversate c’è il  Parlamento da sempre indicato come il simbolo della democrazia di un paese, attaccato da più parti e a svariate riprese e il cui ruolo finisce per essere screditato.

La vecchia élite politica non ha capito che era necessario attuare una serie di riforme in modo tale da poter restare al passo con i tempi ed avvicinare la gente comune, in tal modo si sarebbe potuto combattere contro il sentimento di disaffezione dilagante all’interno di ogni paese.

Se analizziamo attentamente il sistema politico italiano,  a differenza degli altri paesi, gli elettore dello stivale  si sono sempre recati alle urne ma negli ultimi anni la soglia di partecipazione al voto si è ridotta.

La crisi economica finanziaria ha finito per favorire il ruolo dei leader all’interno dei partiti e dei movimenti che vengono sempre di più identificati come dei veri e propri guru. Un leader forte è un uomo capace di attirare su di se il consenso e di trascinare il suo partito alla vittoria, ma se la macchina partitica finisce per incentrarsi solamente sulla sua figura, con la fine del capo carismatico cesserà anche essa di vivere.

Le elezioni politiche del 2013 assieme a quelle del 2018 hanno comportato una vera frattura all’interno del sistema politico italiano, il 4 Marzo del 2018, gli elettori  hanno premiato i due esponenti appartenenti al partito e al movimento che sono stati capaci di incidere efficacemente sulla scena reale, essi si sono mostrati empatici avendo avuto la capacità di relazionarsi con le persone e di condividerne il vissuto emotivo.

In Italia, a partire dal 1994 sino ad oggi la domanda di leadership è aumentata notevolmente; allo stesso tempo si è riscontrato un nuovo modo di fare politica, ciò ha evidenziato la netta cesura tra la prima e la Seconda Repubblica. Alcuni studiosi hanno evidenziato il fatto che con la vittoria della Lega e del movimento 5 stelle sia nata la terza Repubblica.

L’Italia è diventata così un caso interessante, poiché a differenza degli altri paesi segue un percorso particolare; il forte senso di disagio e di sfiducia generalizzato nei confronti dei partiti e della vecchia élite dirigente ha finito per determinare l’aumento della domanda di leadership da parte del corpo elettorale, sminuendo così di fatto il ruolo dei partiti tradizionali.


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