Dove sta andando L’Onu?

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Dove sta andando L’Onu?

di Joel Terracina

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Durante il secolo passato si assistette ad una massiccia violazione dei diritti umani perpetrata dal regime nazista e da altre dittature nei confronti dei più svariati oppositori.

 

Sul finire della guerra si avvertì l’esigenza di dotare la comunità internazionale di alcuni strumenti giuridici per difendere e prevenire determinati gruppi etnici, politici, religiosi dalle conseguenze del ripetersi della tragica esperienza dei genocidi. Si decise cosi nel 1945 di creare l’organizzazione delle Nazioni Unite.

 

Questa struttura adottò una carta il cui fine era quello di tutelare i diritti dell’uomo senza esclusione alcuna, l’intenzione era positiva, ma ben presto le Nazioni Unite si trasformarono in una cassa di risonanza di alcuni governi  non rispettosi né dei diritti umani né di quello internazionale.

 

Il problema dell’Onu e di altre assemblee è che essi si sono trasformati in vere e proprie tribune propagandistiche che finiscono per distogliere l’attenzione delle masse dai problemi interni di uno stato per scaricarli su un altro.

 

Il prossimo 18 marzo a Ginevra, presso la sede del Consiglio dei Diritti Umani ci sarà  

una sessione speciale per discutere di Israele. ancora una volta lo stato ebraico ed il suo popolo saranno demonizzati.

 

L’eccessiva politicizzazione di tale organismo ha fatto sì che prima gli Usa e poi Israele ne uscissero ricusandone l’autorità.

 

L’Onu oramai ha smarrito i suoi obiettivi originari, tra i suoi fallimenti è possibile ricordare: la mancata soluzione dei conflitti interetnici in Africa, la guerra di sterminio perpetrata in Jugoslavia, la mancata soluzione al problema tibetano, il problema del corno d’Africa, il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi, e tanti altri.

 

Tutto ciò è grave in quanto il multilateralismo sancito con la fine della seconda guerra mondiale, finisce per essere sostituito da una politica unilaterale e muscolare in quanto l’Onu ha perso autorevolezza ed imparzialità, il suo meccanismo decisionale risulta essere paralizzato da maggioranze precostituite e da maggioranze precostituite che compiono dei veri e propri processi politici contro altri stati, pertanto le assemblee sono sempre più politicizzate e vittime di quell’orgia di potere e sopraffazione.

 

Si avverte sempre di più l’esigenza di attuare una riforma radicale di queste strutture quali Unesco e Consiglio dei Diritti Umani.

 

Non ci si deve stupire se alcuni paesi decidono di riprendere in mano la situazione attuando una politica di aperto contrasto con queste organizzazioni.


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