L'alleanza tra Baku e Gerusalemme

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L'alleanza tra Baku e Gerusalemme

di Joel Terracina

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Dopo le tensioni con la Turchia dovute ad un cambio della politica estera da parte di Ankara, Israele ha deciso di non perdere tempo continuando a portare avanti una forte opera di diplomazia strategico- militare con altri paesi.

 

Gerusalemme è riuscita a rompere quella lunga fase d’isolamento politico - diplomatico originato dalla guerra dello Yom Kippur attraverso l’apertura di una serie di ambasciate in Africa ed in altre parti del mondo.

 

La politica estera Israeliana ha finito per mostrare interesse nei confronti di un’area particolarmente tormentata e complessa come quella del Caucaso.

In questa zona calda si assiste da sempre ad uno scontro tra potenze regionali che sostengono diverse minoranze e altre entità statali per espandere la loro sfera d’influenza a discapito dell’avversario.

 

Con il collasso dell’Urss e la nascita dei diversi stati nazione, si assiste allo scoppio di rivolte: etniche, territoriali concernenti la difesa dei nuovi confini.

Lo scoppio del conflitto del Nagorno-Karabakh che vede il coinvolgimento dell’Armenia con l’Azerbaijan e la relativa sconfitta di Baku finisce per attirare l’interesse da parte dello stato ebraico.

 

Il governo di Baku indebolito sia da alcuni tentativi di rivolte interne che dalla guerra con Yerevan, rischia di cadere nell’orbita Iraniana. Israele capito il pericolo decide d’intervenire su più fronti: politico e militare. Il governo di Baku è isolato dal punto di vista diplomatico a causa della potente lobby armena negli Usa che condiziona il congresso.  

Gerusalemme convince gli Usa ad allentare le pressioni d’isolamento sull’ Azerbaijan, persuadendo il congresso sull’importanza strategico- militare dell’ex piccola repubblica sovietica in quell’area.

 

L’Azerbaijan diventa ora l’alleato di ferro degli Usa e d’Israele per contenere l’espansionismo Iraniano, il governo di Baku beneficia dell’appoggio del piccolo stato mediorientale in ambito militare e tecnologico, rimettendo in piedi le sue forze di sicurezza, sviluppando l’agricoltura e gli scambi commerciali.

 

Gli Azeri attraverso il sostegno degli Israeliani riescono a contrastare la minaccia Iraniana e a proteggere le loro infrastrutture energetiche bersaglio di possibili attacchi terroristici volti a gettare il paese nel caos più totale.

 

L’alleanza tra il governo di Baku e Gerusalemme è forte, l’esecutivo azero tende più volte a difendere la sua laicità da possibili ingerenze esterne.

 

Grazie all’intervento dello stato ebraico, Baku può ora contare sull’appoggio degli Usa in grado di garantire una maggiore sicurezza e a salvaguardare le sue frontiere lungo la via del Nagorno-Karabakh.

 

A partire da quel momento si instaurano delle ottime relazioni tra Washington e Baku che si concretizzano nell’invio di contingenti militari del piccolo stato caucasico in altri scenari in cui gli Usa sono proiettati.

 

Se da un lato Baku sembra privilegiare il rapporto con gli Usa e Israele, dall’altro non vuole alienarsi la simpatia ed il sostegno della Turchia che lo ha sempre sostenuto anche durante il conflitto con L’Armenia.

 

Baku è riuscita a respingere le pressioni da parte di Ankara su una possibile rottura delle relazioni con il governo di Gerusalemme, prendendo le distanze dalla politica del presidente Turco e continuando a mantenere rapporti con lo stato ebraico anche se non è ancora presente una sua ambasciata nel territorio israeliano.


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