Populismo e Democrazia

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Populismo e Democrazia

di Joel Terracina

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Il fenomeno populista lancia una sfida alla democrazia liberale e rappresentativa, i movimenti antisistema che si sono diffusi rapidamente a causa della crisi economica finanziaria e all’incapacità dei partiti tradizionali stanno minando le basi delle democrazie odierne.

 

La democrazia attuale è sottoposta ad una serie di pressioni come il tentativo di eliminare il principio di separazione dei poteri ribadito dal Montesquieu nella sua opera: “ Lo spirito delle leggi”.

 

Ci sono stati diversi tentativi da parte di alcune nazioni quali: la Polonia di Duda d’imbrigliare la corte costituzionale sottoponendola al controllo dell’esecutivo, oppure basti pensare ai tentativi di Orban di abbattere il regime democratico ungherese plasmandolo a suo piacimento catalizzando l’attenzione della sua gente sul pericolo di una immigrazione di massa pronta a distruggere l’Ungheria.

 

I leader populisti ripetono spesso che la sovranità del popolo è sottoposta a limiti rappresentati da quel sistema di pesi e contrappesi che minacciano la felicità ed il benessere della nazione.

 

Nel progetto populista si avverte la necessità di sbarazzarsi di tutti i corpi intermedi assieme al sistema dei pesi e contrappesi per poter realizzare il modello di una democrazia diretta ed immediata.

 

Uno dei tratti salienti di questo fenomeno si traduce nella forte polarizzazione dello scontro politico, nella concezione dell’avversario come nemico; anche il linguaggio politico assume spesso toni forti e attacchi personali. La dialettica politica sembra aver lasciato il posto alle offese personali.

 

Alcuni scienziati politici hanno trovato affinità tra il fenomeno odierno del populismo e quello degli anni trenta, altri ancora hanno messo in luce attraverso le loro ricerche che i partiti populisti odierni sono gli unici a difendere la democrazia sottoposta a grandi sfide come quella della globalizzazione. I partiti populisti lanciano una sfida a quelli tradizionali che sembrano sempre di più perdere consenso tra la classe media che fatica ad arrivare a fine mese.

 

Il fenomeno della globalizzazione assieme alla caduta delle frontiere ed allo spostamento delle persone da una nazione all’altra ha messo a dura prova i cittadini di ogni singola nazione che ora si sentono minacciati dall’arrivo di stranieri e dalla perdita del potere d’acquisto derivante da una caduta della produttività. I cittadini, minacciati da questa crisi che sembra colpire tutte le nazioni in maniera eguale preferiscono affidarsi agli uomini forti.

 

La scienza politica ha provato a definire il populismo: alcuni analisti si sono soffermati sul fatto che questo fenomeno rappresenti una forma d’ideologia politica fragile, priva di contenuto pronta tutto sommato a sostituirsi alle grandi ideologie che hanno contraddistinto la storia del secolo passato.

 

Altri analisti definiscono tale fenomeno come stile politico; non esiste un unicum populista vi sono diversi fenomeni tanti quanto quelli dei paesi afflitti.

 

La grave crisi economica finanziaria che ha colpito il vecchio continente e non solo assieme all’esplodere del debito pubblico, il grave aumento del tasso di disoccupazione, la precarietà nelle condizioni del mercato del lavoro, le diseguaglianze e la povertà hanno ridisegnato nuovi assetti sociali e politici lanciando al tempo stesso una sfida alle democrazie.

 

L’instabilità politico economica che va dal Maghreb arrivando fino alla Turchia assieme allo scoppio delle guerre ha prodotto milioni di profughi che si sono riversati su altri paesi.

 

Il tema delle migrazioni assieme a quello della sicurezza sembra essere ritornato alla ribalta soprattutto dopo gli ultimi attacchi terroristici avvenuti nel cuore dell’Europa.

 

Il modello multiculturale assieme a quello repubblicano francese sembrano essere in crisi non è un caso che i maggiori attacchi siano avvenuti contro queste nazioni.

 

Spesso si è parlato di mancata integrazione, a questo punto ci è d’obbligo trovare una risposta al quesito che cosa significa integrare? Integrare significa dare pari opportunità, allo stesso tempo ci deve essere una volontà da parte del soggetto attivo che deve abbracciare una nuova cultura, un nuovo stile di vita rinunciando ad una parte della sua stessa cultura come ha fatto notare giustamente un sociologo.

 

I politologi si sono spesso soffermati su alcuni paesi che rappresentano per eccellenza un laboratorio politico: la Francia e l’Italia in un certo senso hanno sempre anticipato modelli politici - culturali che hanno trovato spazio in altre nazioni. Dopo l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, resta da capire come si comporteranno i vecchi soci fondatori della comunità europea.

 

Il fenomeno populista lancia una sfida tanto ai cittadini quanto ai dirigenti dei partiti tradizionali che devono trovare il modo per rinnovarsi, se questo non dovesse avvenire potremmo rapidamente scivolare verso il modello Ungherese di Democrazia illiberale tanto amato da Orban.


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