Il Movimento dei Gillet gialli

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Il Movimento dei Gillet gialli

di Joel Terracina

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Da molto tempo la Francia è scossa da fenomeni di manifestazioni sociali assieme ad episodi di violenza politica. Le origini di questo fenomeno risalgono al 2006, anno in cui si è verificata laprima grande protesta contro la legge del lavoro.

 

Secondo il parere della sociologa Isabelle Sommier, questo fenomeno sarà destinato a perdurare nel tempo: le prime contestazioni sono iniziate durante la seconda metà del mandato Hollande e si sono poi rafforzate durante la presidenza Macron. Il movimento dei Gillet Gialli le cui rivendicazioni sono di stampo economico finanziario ha finito per assumere nell’ultimo periodo dei forti toni di protesta che si sono tradotti nell’attacco alla città di Parigi dove molte vetrine dinegozi e locali sono stati danneggiati. Le proteste del 2006 assieme a quelle più recenti hanno in comune una forte componente violenta e segnalano la rottura di quel patto tra governanti e governati che è venuto mancare.

 

La formazione dei Gillet gialli è riuscita attraverso l’utilizzo della piazza come strumento di pressione ad ottenere l’annullamento del rialzo dei prezzi della tassa sul carbone. Il presidente Macron ha avuto la capacità favorire le richieste del movimento, contenendo il dilagare dellaprotesta nel vicino Belgio. Il raggruppamento dei Gillet gialli nasce inizialmente come un movimento innocuo per poi adottare delle forme violente di protesta. La sua composizione sociale è costituita da classe popolari basseche rivendicano delle forti istanze sociali.

 

Secondo un’analisi socio-politologica il movimento è la conseguenza di tre fratture simultane e avvenute in Francia in questo ultimo triennio: la socio-economica, la politica,ed infine quella morale e simbolica. Per quanto concerne la prima tematica è opportuno ricordare la composizione sociale del movimento che risulta costituito da persone aventi un forte tasso di precarietà. I Gillet gialli non ritingono il governo come il suo naturale interlocutore in quanto la politica si è dimostrata lontana e sorda alle istanze sociali; per questo motivo essi hanno decido di adottare come metodo l’utilizzo della violenza.

 

Infine bisogna ricordare il tentativo sia da parte dell’estrema destra con il Fronte Nazionale, che da parte dell’estrema sinistra con il Movimento della France Insoumise di condizionare il movimento, cercando così di cavalcare le proteste. La violenza esercitata dai Gillet gialli sembra superare anche gli stessi episodi che hanno scosso la Francia nel 1968. Alcuni analisti hanno letto nelle azioni di tale formazione un tentativo di rovesciare l’ordine democratico per seguire una via autoritaria.

 

Nell’ultimo periodo il movimento ha compiuto un passo in avanti non esitando ad utilizzare le tattiche di guerriglia urbana che hanno messo in forte difficoltà la polizia francese. Eppure secondo il parere di diversi analisti della sicurezza, la Francia a differenza degli altri paesi europei dispone di forze armate meglio attrezzate e preparate per fronteggiare tale fenomeno.

 

Questo nuovo metodo di lotta sembra aver messo sotto scacco le forze armate francesi che devono al contempo fronteggiare la minaccia terroristica incombente. Questo fenomeno ha attirato l’attenzione di diversi studiosi i quali si sono cimentati in variegate analisi: la maggior parte di essi concorda sul fatto che estrema destra ed estrema sinistra cercano di controllare tale gruppo per utilizzarlo per i loro scopi elettorali.

 

La France Insoumise ed il Fronte Nazionale sono attratti dai temi anticapitalisti e antiborghesi di tale associazione, il gruppo si configura come antisistema per eccellenza in quanto caratterizzato da una forte carica antipartitocratica.

 

Ricordiamo l’increscioso episodio da parte di alcune frange estremiste avvenuto il 19 Febbraio del 2019 quando il filosofo di fede mosaica Finkelkraut è stato oggetto di diversi ingiurie di stampo antisemita.

 

La classe politica attualmente al governo è rimasta scossa dalla violenza di tale gruppo e dal tentativo delle frange estreme di appropriazione delle richieste dei Gillet Gialli, si sarebbe dovuto cercare sin dall’inizio uno spazio di negoziazione comune, purtroppo è stato perso troppo tempo.

 

Analogo errore è stato fatto con le periferie di Parigi dove si sarebbe dovuto seguire un piano di riqualificazione degli spazi e d’inclusione sociale, la mancanza di politiche pubbliche speciali assieme alla disattenzione della classe governante finisce per favorire il rischio dell’etnicizzazione dei problemi sociali.


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