Intervista ad Agostino Ziino

Cultura | Terza Pagina
Intervista ad Agostino Ziino

di Masha Sirago

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Il prossimo 14 novembre si terranno al Senato della Repubblica, gli Stati generali della musicologia italiana, dove si affronterà la situazione degli insegnamenti musicologici, la ricerca musicologica e la valorizzazione del settore dei beni musicali in Italia. (www.sidm.it )

 

Moderata da Antonio Caroccia, Responsabile degli Insegnamenti Musicologici (Società italiana di Musicologia), la giornata vede la partecipazione di numerosi esponenti del Governo, del Miur, del Mibact e delle forze politiche nazionali. E inoltre Antonio Ligios (Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica), Giancarlo Rostirolla (Istituto Italiano di Bibliografia musicale), Giuseppina La Face (Coordinatore del SagGEM-Gruppo per l'Educazione musicale del "Saggiatore musicale"), Claudio Toscani (Presidente della Società Italiana di Musicologia), Mauro Tulli (Coordinatore del Comitato Area 10 del CUN- Consiglio Universitario Nazionale), Lorenzo Bianconi (Vicepresidente del “Saggiatore musicale”), Agostino Ziino (Vicepresidente della Fondazione Istituto Italiano per la Storia della Musica, www.iism.it).

 

Abbiamo incontrato il Prof. Agostino Ziino:

 

Qual è il Suo proposito chiaro ed esplicito?

 

Penso anzitutto che l’insegnamento della Storia della musica, al pari di quello della Storia dell’arte e della Letteratura italiana, dovrebbe diventare materia formativa nella scuola italiana nei suoi vari ordini e gradi.  Solo così potremo avere  in futuro un cittadino consapevole della storia di un’arte, quella musicale, che ha giocato un ruolo fondamentale nella nostra tradizione artistica, culturale e civile, cioè nella storia italiana dal Medioevo ai giorni nostri, e che ha reso l’Italia e la sua lingua famose nel mondo. Inoltre, solo così potremo formare il futuro ascoltatore fornito di tutte le conoscenze necessarie per comprendere la musica e qualsiasi altro evento sonoro in tutte le forme e modalità  nelle quali si sono manifestati nel corso dei secoli e nelle diverse culture. Per concludere, l’insegnamento della Storia della musica nella scuola italiana rappresenterebbe un tratto caratterizzante e ben radicato  del sistema educativo scolastico del nostro Paese, frutto di una sensibilità culturale moderna e lungimirante, e costituirebbe un ulteriore modello rispetto a quelli già adottati in altri Paesi comunitari.

 

Ma saranno trattati anche altri problemi più specifici?

 

E’ vero, ma il primo è ormai ineludibile, fondamentale, dal momento che ogni cittadino italiano ha il diritto di avere una conoscenza adeguata anche della storia della musica. E la risoluzione di questo problema spetta al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Miur). Ma da questo ministero dipende  l’insegnamento della Storia della musica e delle tante discipline ad essa connesse – la cosiddetta Musicologia – anche ai livelli superiori, cioè l’Università, con i suoi  Corsi di laurea, Dipartimenti, Scuole di specializzazione, Dottorati di Ricerca, Centri di ricerca etc., ma anche qui le cose non vanno tanto bene. Difatti, rispetto alle altre discipline storico-umanistiche e artistiche la Musicologia è tuttora la ‘cenerentola’, e questo dipende anche dal fatto che è stata una delle ultime discipline ad entrare nel quadro delle discipline universitarie, nel 1954. Ma il problema vero, di fondo, è che non solo lo Stato italiano ma, cosa più grave, anche la Cultura italiana in generale, tutto sommato, stentano a riconoscere alla Musicologia il livello scientifico che si richiede agli insegnamenti accademici e universitari e quindi lo status di disciplina storico-musicale  e umanistica. Cosa chiediamo: in primo luogo l’istituzione in tutte le università di un Dipartimento di Musicologia e più  in generale un incremento di tutti gli insegnamenti storico-musicali  che rientrano in questo ampio quadro disciplinare. Chiediamo inoltre incentivi consistenti di tipo economico per tutti quei giovani meritevoli che desiderano dedicarsi alla ricerca musicologica: lo studio della Storia della musica non è un hobby ma una professione vera e propria.    

 

D’accordo, ma in cosa consiste questa che Lei chiama ‘professione’ ?

 

Come ho detto, uno sbocco professionale è certamente l’insegnamento: nelle scuole secondarie di ogni ordine e grado, nei Licei musicali, nei Conservatori di Musica e nelle Università. Ma ci sono molti altri sbocchi professionali, ad esempio l’operatore musicale (sovrintendente, direttore artistico, segretario artistico, ufficio stampa nei teatri lirici e nelle associazioni concertistiche), il critico musicale nei quotidiani o nelle riviste specializzate, il collaboratore presso le case editrici interessate all’editoria musicale e così via, la lista può essere anche molto più lunga e articolata. Ma gli sbocchi professionali che dovrebbero essere incentivati dallo Stato italiano, ma non lo sono, riguardano il settore dei cosiddetti Beni culturali, nel nostro caso i Beni musicali, la cui gestione è demandata al Ministero per i  beni e le attività culturali e per il turismo. Non è il caso di soffermarci ora sul concetto di ‘beni musicali’, materiali e immateriali; in poche parole si tratta della musica ‘pratica’, cioè quella eseguita (opere e concerti), che è una parte minima rispetto a quella che è stata composta nel corso dei secoli, e di quella tramandataci dai manoscritti che comunque non copre la totalità della musica presumibilmente composta, dato che molte fonti, sia manoscritte che a stampa, sono andate perdute. Per non parlare poi della musica ‘di tradizione orale’. Com’è noto, l’Italia è la nazione che possiede il numero maggiore di fonti musicali rispetto a tutte le altre. Ed è proprio questo ministero che dovrebbe tutelare e valorizzare questo ‘bene’ prezioso che solo l’Italia possiede. Della musica ‘eseguita’ se ne occupa la Direzione generale dello Spettacolo (si faccia caso che esiste anche la Direzione generale del Cinema, come se quest’ultimo non appartenesse al mondo dello ‘spettacolo’ – sembra quasi che i nostri legislatori abbiano paura ad usare la parola ‘musica’); di quella ‘cartacea’ la Direzione generale delle biblioteche e istituti culturali. E’ quindi necessario affidare in tutte le biblioteche (e archivi) musicali (purtroppo quelle dei Conservatori sono considerate biblioteche d’istituto e dipendono dal Miur) e in quelle generali ma con consistenti fondi musicali a personale specializzato e con specifiche competenze nel campo della musica e della musicologia in grado di schedare, tutelare e valorizzare correttamente questo materiale del tutto particolare. Bisogna inoltre prevedere anche per le biblioteche dei Conservatori un numero adeguato di distributori e di personale di sorveglianza, come avviene in tutte le biblioteche pubbliche. La cosa più importante, però, sarebbe quella di istituire una Direzione Generale per la Musica che inglobi o quantomeno dialoghi e interagisca con quella per lo Spettacolo, già esistente. Questo è molto importante anche perché il lavoro del musicologo è finalizzato non solo a scrivere monografie storico-critiche sulla musica e sui musicisti ma anche a realizzare edizioni critiche di opere e musiche del passato, di assoluto interesse artistico ed estetico, rimaste finora sconosciute o inedite affinché siano messe in scena nei teatri o eseguite nelle sale da concerto, con un conseguente ampliamento, in senso storico-culturale, dell’offerta musicale al pubblico e a tutti gli interessati alla musica e alle sue manifestazioni nel corso della storia. Un problema ancora insoluto è quello del Museo degli strumenti musicali di Roma (ma ne esistono molto altri in Italia) che è diretto da un funzionario proveniente dalle Belle Arti ! Dov’è la competenza?  Qui ci vuole uno studioso di storia degli strumenti musicali e di iconografia musicale.

 

Da quanto Lei ha detto, sembra di capire che ci sia una sorta di scollamento  tra le competenze  affidate ai diversi Ministeri interessati alla musica. Quale può essere una soluzione ?

 

Esistono ben dieci Direzioni Generali, tra le quali, oltre a quelle già menzionate, una per i musei, una per l’archeologia, belle arti e paesaggio, una per gli archivi, uno per le biblioteche e gli istituti culturali, ed una dedicata perfino anche “alla creatività contemporanea e rigenerazione urbana”: orbene, penso che anche una Direzione Generale per la Musica, abbia diritto di cittadinanza ! Ma esistono anche sette strutture chiamate Istituti centrali con minori e diverse competenze rispetto alle Direzioni generali, due dei quali  sono l’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi e L’Istituto centrale per la Demoetnoantropologia: basterebbe accorpare questi due Istituti centrali con la Direzione Generale dello Spettacolo, con l’aggiunta di un altro Istituto centrale per la musicologia ed i beni musicali, ed ecco fatta la Direzione Generale per la musica. Può sembrare un discorso semplicistico, ma se c’è la volontà politica tutto si può fare. Ma con questi chiari di luna mi contenterei se riuscissimo ad ottenere almeno una Commissione Consultiva o un Ufficio Speciale per la musicologia ed  i Beni musicali, purché ci sia una voce, anche piccola, che rappresenti queste due esigenze per me primarie !

 

 Professor Ziino, dal 1967 al 2009 Lei ha insegnato in varie Università Italiane, che ricordi ha di quel periodo?

 

Ho insegnato nelle università di Messina, Siena, Napoli e Roma “Tor Vergata”. Sono contento della vita che ho fatto, anche se molto stancante. Non mi pento della scelta che ho fatto e sono grato a mio padre che mi ha trasmesso oltre all’amore per la musica anche la sensibilità per comprenderla; ringrazio anche mio zio, Nino Pirrotta, dal quale ho ereditato l’amore per la ricerca e l’interesse per la musica del Trecento.  Ho conosciuto realtà sociali e culturali molto diverse tra loro, facendo tante esperienze che mi hanno arricchito molto e conoscendo tanti colleghi ed amici, alcuni dei quali purtroppo non ci sono più, che mi hanno permesso di aprirmi a nuove conoscenze e che per tante ragioni considero miei maestri. Tra questi, solo per fare qualche nome, Mario Rossi, Giovanni Previtali, Franco Fortini, Luigi Lombardi Satriani, Luciano Rossi, Giuseppe Galasso, Emilio Vuolo, Antonio Mazzarino, Alberto Varvaro, Lino Micciché, Edo Bellingeri, Maria Grazia Bonanno, Rino Caputo…All’Università di Roma “Tor Vergata” ho fondato il cosiddetto DAMS, ovvero il Corso di laurea in Discipline dell’Arte, della Musica, e dello Spettacolo, limitatamente, però, alla musica ed allo spettacolo.

Ho ricordi bellissimi  dei tanti momenti passati insieme ai miei studenti ed allievi, tutti straordinari e bravissimi la cui presenza attiva e intelligente mi ha reso più attraente l’insegnamento, che peraltro ho amato moltissimo. Non so se sono riuscito a dare loro qualcosa di buono o di utile, anche se ce l’ho messa tutta, posso dire però che ho ricevuto molto da loro, a cominciare dall’affetto, e che continuo a ricevere seguendo da lontano le loro brillanti carriere e leggendo con grande piacere e interesse i loro articoli. Ma la cosa che più mi ha gratificato e divertito è il seguente episodio, assolutamente vero. Appena laureato, l’Agimus, benemerita istituzione per la diffusione della musica tra gli studenti delle scuole medie e superiori, mi aveva affidato una serie di lezioni sulla Storia della musica al romano liceo Giulio Cesare in orario non scolastico: tempo fa incontro un collega che insegna Musicologia in una importante università italiana il quale dopo i primi convenevoli mi dice: “Sai quando ho deciso di fare il musicologo ? Molti anni fa, quando ero studente liceale al Giulio Cesare; certamente non puoi ricordarti di me, ma ero tra quei pochi studenti che frequentavano le tue lezioni pomeridiane, quell’anno facevi un corso su Stravinskj: fu proprio ascoltando quelle lezioni che decisi di dedicarmi allo studio della storia della musica”.     

 

 

Nella foto, Masha Sirago, Quirino Principe e Agostino Ziino

Teatro alla Scala: “Giornata di studi” su “La critica e la divulgazione musicale in Italia” (2018) : http://www.mondoliberonline.it/teatro-alla-scala-giornata-di-studi-su-la-critica-e-la-divulgazione-musicale-in-italia/78878/

 

Precedenti articoli di Masha Sirago:

La “Strada della mia vita” di Masha Sirago, musicata dal Maestro Ennio Poggi  Prima nazionale a Casteggio:

http://www.mondoliberonline.it/la-strada-della-mia-vita-di-masha-sirago-musicata-dal-maestro-ennio-poggi-prima-nazionale-a-casteggio/79009/  

 

Intervista su Veniceclassicradio:

https://www.veniceclassicradio.eu/index.php?option=com_k2&view=item&id=411:masha-sirago-la-strada-della-mia-e-della-vostra-vita

 

La Scala celebra Herbert von Karajan con un convegno: 

http://www.lideale.info/doAnteprimaConfTot.php?ArticleAn=2610#.XZyDO0YzbIU

 

Al via “Prove aperte” con il concerto di Riccardo Chailly:

https://www.veniceclassicradio.eu/index.php?option=com_k2&view=item&id=440:a-milano-le-prove-aperte-della-filarmonica-della-scala-con-il-concerto-di-riccardo-chailly&Itemid=146

 

“Dialoghi con gli Amici. Incontri con i protagonisti della storia e dell'immaginazione” di Anna Crespi:

http://www.lideale.info/doAnteprimaConfTot.php?ArticleAn=2489#.XJ3KZJhKjIU

 

Convegno dedicato al direttore d’orchestra Votto (1896-1985) in Conservatorio:

http://www.lideale.info/doAnteprimaConfTot.php?ArticleAn=2564#.XPjVhR7OOdM

 

Giornata di Studi dedicata a Paolo Grassi (1919-1981):

http://www.lideale.info/doAnteprimaConfTot.php?ArticleAn=2478#.XI-GXknSKdM  .

 

La mostra “Incantesimi. I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi” Palazzo Reale a Milano :

http://www.mondoliberonline.it/la-mostra-incantesimi-i-costumi-del-teatro-alla-scala-dagli-anni-trenta-a-oggi-a-palazzo-reale-a-milano/75208/  

 

"Arturo Toscanini. La vita e il mito di un maestro immortale" al Museo Teatro alla Scala:

http://www.mondoliberonline.it/arturo-toscanini-la-vita-e-il-mito-di-un-maestro-immortale-al-museo-teatro-alla-scala/70967/  .

 

«Gioachino Rossini (1792-1868) al Teatro alla Scala», mostra omaggio per i 150 anni dalla morte:

http://www.mondoliberonline.it/gioachino-rossini-1792-1868-al-teatro-alla-scala-mostra-omaggio-per-i-150-anni-dalla-morte/77949/

 

“Letture e Note” al Museo del Teatro alla Scala:

http://www.mondoliberonline.it/letture-e-note-al-museo-del-teatro-alla-scala/67372/

 

Renato Bruson: intervista-conversazione, dal palcoscenico della lirica al collezionismo di opere d’arte dell’Ottocento:

http://www.mondoliberonline.it/renato-bruson-intervista-conversazione-dal-palcoscenico-della-lirica-al-collezionismo-di-opere-darte-dellottocento/49045

 

“Storia dell’opera italiana” di Fabrizio Dorsi e Giuseppe Rausa, presentato al Conservatorio di Milano:

http://www.mondoliberonline.it/storia-dellopera-italiana-di-fabrizio-dorsi-e-giuseppe-rausa-presentato-al-conservatorio-di-milano/68752/


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