Il Virus e le sue conseguenze

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Il Virus e le sue conseguenze

di Joel Terracina

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Il virus Covid 19 ha fatto il suo immediato ingresso nei mezzi di comunicazione di massa a seguito dei suoi effetti nefasti. Le recenti dichiarazioni delle più alte autorità quali  capi di governo, monarchi e presidenti della Repubblica hanno finito per far comprendere ai cittadini che ci troviamo in una guerra contro un nemico invisibile e silenzioso.

 

In questa strano conflitto, tutti sono obiettivi ed allo stesso tempo alleati contro questo virus mortale. Tale stato di belligeranza oltre a lasciare molte persone sul campo genera angoscia e  paura tra la popolazione.

 

Alcuni effetti negativi si sono riversati nelcomportamento delle persone che a seguito della diffusione di notizie fortemente limitative della libertà del movimento all’interno del territorio nazionale hanno finito per dare ragione alla emotività, dando luogo ad episodi di accaparramento delle risorse alimentari.

 

La mente umana fatica a comprendere questo avversario ed a rappresentarlo; è un nemico invisibile contro il quale devono essere adottati tutti gli strumenti necessari al fine di debellarlo. Questa nuova guerra si inserisce in quella che è stata definita strategia asimmetrica già adottata purtroppo da altri nemici quali gruppi terroristici edorganizzazioni criminali contro i vari stati democratici al fine di minare  dall’interno le loro basi.

 

La guerra ha mutato strategia nel corso del tempo; le metodologie si sono affinate passando da stermini su scala industriale, il novecento ne è uno esempio fino ad arrivare a nuovi attori in grado di minare la sicurezza di uno stato: quali gruppi terroristici, organizzazioni criminali e strumenti batteriologici.

 

Il concetto di sicurezza è stato completamente rivisto a seguito dell’attentato alle torri gemelle dell’11 Settembre 2001, la vecchia concezione predominante all’interno degli studistrategici era che uno stato si trovava in pericolo nel momento in cui le sue frontiere fossero minacciate da un esercito nemico.

 

Economisti, sociologi, medici e politologi ritengono sia necessaria adottare una strategia multilivello basata su quattro pilastri fondamentali:

 

  1. Contenere il fenomeno del virus e debellarlo, è necessario in questo caso adottare tutte le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie e scientifiche volte a salvaguardare il diritto alla salute peraltro costituzionalmente garantito, onde evitare il collasso del sistema sanitario e produttivo dell’intera nazione.
  2. La lotta contro il virus sta facendo si che i governi mettano mano a tutte le risorse economiche disponibili. Questa epidemia sta comportando dei costi enormi che stanno avendo delle ricadute negative sull’intero sistema economico nazionale. Sarà pertanto necessario, una volta debellato il virus, adottare delle politiche economiche forti ed aggressive.
  3. A livello nazionale, risulterà imprescindibile portare avanti tutte quelle misure strutturali necessarie assieme alla sburocratizzazione del paese in modo da poter favorire il rilancio della domanda interna.
  4. L’Europa dovrà rivedere certamente alcuni dogmi della sua dottrina ordo- liberale da guerra  fredda che hanno guidato l’azione dei suoi membri, specialmente quella dei paesi nordici.

 

Bisognerà sostenere molti settori e attività che sono rimasti paralizzati e distrutti ed allo stesso tempo aiutare tanto gli imprenditori quanto i soggetti che erano già precedentemente svantaggiati quali: partite iva, precari, giovani e persone di mezza età.Il mondo che abbiamo conosciuto in precedenza non esisterà più, sarà fondamentale l’azione dei governi sullo sviluppo dell’economia digitale, sulle professioni sanitarie e sulle energie rinnovabili; solo in questa maniera si potrà risalire seppure con difficoltà la china. Sarà altresì necessario cambiare mentalità per quanto concerne la tematica del lavoro dando importanza allo smart working o lavoro da casa.

 

Questa nuova guerra che ha colpito in maniera indistinta svariati segmenti della popolazione dovrà spingere L’Europa a riformarsi, ad abbandonare completamente le politiche del rigore della scuola nord europea in modo da potersi focalizzare sulla crescita. Sarà necessario adottare lo strumento dell’Eurobond, strada già suggerita dall’Italia che era già osteggiata dai paesi nordici. Occorrerà adottare un vero e proprio cambio  radicale di mentalità,questo spetterà sia ai cittadini dei vari stati nazioni quanto a quelli Europei.

 

Alcuni propenderanno forse verso soluzione di breve durata, ricette che la storia ha già bocciato, l’idea dovrà essere basata sul rilancio dell’economia intelligente che sappia mettere l’individuo al centro in modo da poter essere realizzato un vero e proprio umanesimo.


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