L’inconscio (fascista) degli italiani

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L’inconscio (fascista) degli italiani

di Massimo Mariani

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Quante volte abbiamo avvertito, attraverso l’annuire silenzioso ma eloquente, o a mezza bocca, della gente, critiche sulla condizione politico-economica del nostro Paese, o ascoltato - in verità con qualche lieve assenso - commenti intolleranti sui cosiddetti “diversi da noi” che invadono il nostro territorio, tarpando le ali al nostro avvenire di italiani. Lo storico Alessandro Barbero, in una sua interessante lectio historia, esprime un giudizio sul rapporto quasi genetico tra il ‘fascismo’ e gli ‘italiani’: «L’invenzione del fascismo in Italia non fu a caso. […] L’Italia è un Paese dove una parte è intrinsecamente fascista», specificando che i rigurgiti di fascismo non si riconoscono in un improbabile “presa di potere o nella violenza del manganello”,

bensì dallo sguardo privo di “simpatia” condiviso dalla maggior parte degli italiani sull’esperienza storica della resistenza, come un giudizio critico sulla lotta tra fascismo e antifascismo.

 

Rileggendo una famosa intervista di Ivanoe Fossani a Benito Mussolini all’isola di Trimellone il 20 marzo 1945, è possibile scorgere una qualche attinenza tra tali brevi ma efficaci considerazioni e il senso che emergerebbe dalle confessioni del dittatore, prima della caduta ormai imminente. L’ex-Duce dichiara infatti: “Io non ho creato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani. Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per venti anni. Mutevolissimo lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent’anni un popolo come l’italiano. Se non avessi fatto altro, basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell’oblio. Altri potrà forse dominare col ferro e col fuoco, non col consenso, come ho fatto io”.

 

Al di là dell’enfasi autocelebrativa tipica di Mussolini, quel che colpisce è che egli abbia colto nel segno.

 

Con una certa preoccupazione mi vado convincendo che, come ha osservato Barbero, l’”invenzione del fascismo” è stata tratta effettivamente “dall’inconscio degli italiani”.

 

Tuttavia, speriamo che su certi stati oscuri dell’”inconscio”, alla fine prevalgano netti i lumi della coscienza.


 


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