Adults in the room

Recensioni | Cinema
Adults in the room
Cinema di denuncia, cinema di critica, cinema censurato.

di Gianfrancesco Vecchio

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In tanti anni di frequentazione della Mostra del cinema di Venezia, mi è assai spesso capitato di vedere bei film, anche piccoli gioielli, che in seguito non hanno praticamente trovato distribuzione nelle sale (almeno le nostre).

 

Se eri stato fortunato a vederli in Laguna bene, altrimenti, anche se interessato e documentato sul cinema, dovevi avere la perseveranza necessaria per trovarli in homevideo o su qualche paytv, diversamente per te non sarebbero mai esistiti o, al massimo, sarebbero solo stati un titolo di cui leggere qualcosa di sfuggita.

 

Nel caso di cui parlo, però, non si tratta del classico problema di distribuzione che mette spesso le pellicole europee dietro i blockbuster americani, per di più aggravato dal gran numero di sale che sono state chiuse negli ultimi anni in tutta Europa.

 

Qui, oggettivamente, penso si possa parlare di censura cui, per assurdo, ha finito anche per giovare la pandemia che da marzo 2020 ha, tra l’altro, chiuso i cinema dappertutto.

 

Dunque, un film del più grande regista greco vivente (due Oscar in una lunghissima carriera) Costa-Gavras, che racconta in presa diretta le “negoziazioni” nel 2015 del neo governo greco con la UE per ridurre la durezza delle condizioni di austerità che si intenderebbe imporre, viene presentato alla 76’ Mostra di Venezia del 2019.

 

Il film non trova praticamente distribuzione in Italia, l’unico modo ancor oggi di vederlo è su supporto digitale in sola lingua francese o inglese (con ampie parti recitate in greco) e con sottotitoli solo in francese.

 

È documentato che la stessa realizzazione del film è stata contrastata da alti funzionari tedeschi, tra tutti il direttore del Mes, Klaus Regling che, pare si sia arreso solo quando lo stesso regista chiarisce che tutta la sceneggiatura è basata sulle registrazioni degli incontri di Bruxelles fatte, di nascosto, dall’allora ministro delle finanze ellenico, Yanis Varoufakis (di cui all’omonimo libro, edito in Italia da La nave di Teseo).

 

Al momento la stessa proiezione della pellicola risulta vietata in Germania.

 

Bene, se chi ha letto sin qui è già incuriosito, sappia che la visione non lo deluderà.

 

La sceneggiatura ricalca una tragedia infarcita di ironia, i meccanismi del finto dialogo da parte dell’Europa nei confronti della piccola Grecia sono ricostruiti con grande credibilità.

 

L’insistenza sul “MoU” (Memorandum of Understanding), cioè le condizioni capestro che si pretende la Grecia firmi senza cambiare una parola, facendo sempre finta che ci sia la disponibilità a qualche alleggerimento, è un topos drammatico ossessivo di grande potenza.

 

Gli attori sono in assoluto stato di grazia.

 

E quando Varoufakis (Christos Loulis) fa ascoltare a Tsipras (Alexandros Bourdomis) la registrazione della risposta di Schauble (Ulrich Tukur) alla domanda sul se il ministro tedesco, al posto suo, firmerebbe il MoU, un brivido scorrerà per la schiena anche dello spettatore più smaliziato.

Siamo oltre il cinema, siamo nella storia moderna raccontatata per immagini e parole che tutti dovremmo conoscere.

 

Almeno per provare a difenderci.

 

 

 

Adults in the room (2019)

Regista Costa Gavras

Christos Loulis, Valeria Golino, Alexandros Bourdomis, Ulrich Tukur.

Distribuzione in Italia: NESSUNA

 

Alcuni riferimenti su internet

 

https://www.money.it/La-Grecia-e-davvero-uscita-dalla-Crisi#google_vignette

 

 

https://www.moviemedia.it/2020/07/14/adults-in-the-room-del-regista-costa-gavras-premiato-a-venezia-vietata-la-sua-proiezione-in-germania/

 

 

https://www.imolaoggi.it/2020/07/23/chi-ha-paura-di-yanis-varoufakis-censura-in-germania-per-il-film-adults-in-the-room/

 

http://vocidallagermania.blogspot.com/2020/07/chi-ha-paura-di-yanis-varoufakis.html?m=1


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