I colori dell’antisemitismo

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I colori dell’antisemitismo
Studio dell’antisemitismo politico a cura di Joel Terracina

di Alan D. Baumann

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Per l’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici, Joel Terracina ha redatto un’importante e profonda analisi su “Antisemitismo e antisionismo nell’estrema sinistra e nell’estrema destra italiane”.

 

Joel Terracina è laureato in Scienze Politiche e possiede anche una laurea magistrale in Studi Europei presso l’Università degli Studi Roma Tre, discutendo una tesi di laurea sperimentale in storia politica italiana e analisi del linguaggio frutto dell’esperienza di soggiorni di ricerca all’estero. Durante gli anni universitari e successivi ha seguito diversi corsi di formazione in comunicazione politica europea, diritto internazionale umanitario e marketing, collaborando allo stesso tempo con La Voce Repubblicana, L’Ideale e altre testate. Ha scritto numerosi articoli occupandosi di affari internazionali, Medio Oriente, Europa, politica interna italiana.

 

L’attenta ricerca scava nell’origine storica del pensiero antisemita tanto nell’estrema sinistra italiana quanto nei movimenti dell’estrema destra, ripercorrendo le origini di questo fenomeno che ha preso il sopravvento in alcuni movimenti extraparlamentari che nutrono avversione sia nei confronti della minoranza ebraica italiana sia per lo Stato d’Israele. Il saggio parte dalla Guerra dei Sei giorni nel 1967, dove furono messe in luce diverse motivazioni politiche, anche banali e spesso ancorate in un profondo ed atavico sentimento antisemita/antisionista/antisraeliano. Queste tre motivazioni sono correlate e l’ultima non è altro che la trasfigurazione moderna della prima. “Il rifiuto della modernità si traduceva nell’avversione all’Occidente e nell’esaltazione dell’Oriente” è una delle importanti questioni dibattute da Terracina ed agli occhi di un lettore, dopo i recenti fatti afgani, si distingue maggiormente la ambigua vitalità del terrore, ancorata su trasformismi religiosi legati a politiche economiche e sociali e con basi storiche modificate se non addirittura cancellate e sostituite da intendimenti artificiali.

 

Il corso della storia recente prosegue in una profonda analisi dei cambiamenti politici interni italiani, sui quali hanno anche inciso, sebbene non in forma vincolante, delle prese di posizione individuali nei confronti dell’ebraismo, di Israele, della Storia. Terracina fornisce una nutrita schiera di esempi di antisemitismo politico: esemplare il ricordo di “alcuni manifesti lungo la tangenziale di Roma con lo svincolo per Tiburtina, con scritte inneggianti a Osama bin Laden, che accusano tanto gli Usa quanto Israele di essere i veri terroristi”. Vi fu anche “l’esaltazione dei kamikaze e le flebili condanne, da parte di alcuni partiti e movimenti, nei confronti delle dissacrazioni delle bandiere statunitense ed israeliana in alcuni cortei pacifisti" (in seguito definiti pacifinti).

Esempi come questi porterebbero a credere che l’esaltazione dell’avversione verso l’ebraismo leghi il terrorismo a forme di psicopatie; ma si rischierebbe di elaborare delle scusanti di “ordinaria follia” dal nazismo al Jihad. Se Hitler fosse stato pazzo, cosa dire dei milioni di cittadini europei che inneggiarono asl nazifascismo? Sono pazzi o disumani i criminali tagliatori di testa dell’Isis o gli esponenti di Hamas che trascinano con le moto nelle strade di Gaza, i corpi di palestinesi presunti collaboratori con Israele?

 

L’analisi di Joel Terracina non tralascia i nuovi esponenti “del movimento filo-palestinese di colore rosso”, come un cuoco alla ribalta televisiva, o presunti seguaci dei gloriosi partigiani italiani che boicottano la Brigata Palestinese, ossia quel nucleo ebraico fra le truppe inglesi che fu determinante nella liberazione dell’Italia dai tedeschi. Si mortifica la Storia per seguire gli “ideali” antisemiti.

L’analisi si conclude con i nuovi colori “Rossobruni” e le ideologie cospirazioniste e antisioniste.

 

La ricerca di Terracina ricopre gli ultimi 54 anni, Ancora una volta ebrei ed israeliani fungono da scusanti per i malcontenti nazionali. Il Popolo Eletto riesce a far affiancare comunisti e fascisti, sciiti e sunniti, pseudo letterati ed ignoranti, mussulmani e cattolici. Cambiano i mezzi: dalle associazioni culturali ai concerti rock, al tifo calcistico, all’ampiezza del web. Non cambia invece la sostanza, costituita da offese, atti intimidatori, attentati, omicidi e tutto quel che la mente umana ha di disumano.

 

 

https://fondazionegermani.org/wp-content/uploads/2021/07/Antisemitismo-e-Antisionismo-Paper-Terracina-Ultima-Versione.pdf


 


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