Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la Letteratura 2021

Cultura | Terza Pagina
Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la Letteratura 2021

di Maria De Falco Marotta

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Sono rimasta piuttosto sconcertata stamane nello scorrere i tanti giornali italiani, specie nelle pagine dedicate alla cultura.

 

Mi aspettavo di leggere qualche riga, se non mezza paginetta di informazioni sul premio Nobel per la Letteratura 2021. Niente di niente. Forse, presi come sono tutti i grandi giornalisti, a correre e a raccogliere le noiose notizie del dopo elezioni amministrative che ci stanno affliggendo da giorni e sono sempre con ruota centrale la quasi lite tra Salvini, il giocoliere, e lo stimato Mario Draghi (ma chi gliel’ha fatto fare ad accogliere un incarico così scorbutico come quello di guidare un governo italiano in questi tempi!), che dimostra ancora una volta di essere un “signore” ed un intellettuale dal cervello scaltro.

 

Già - ho pensato - dobbiamo dimostrare al mondo che noi ci interessiamo soprattutto delle faccende nostrane!

Allora ho pensato che toccava a me dare un cenno del Nobel 2021 per la Letteratura.

Abdulrazak Gurnah è nato a Zanzibar nel 1948 ed è arrivato in Inghilterra come rifugiato alla fine degli anni Sessanta. Gurnah ha cominciato a scrivere a 21 anni in inglese, anche se lo swahili era la sua prima lingua. Ha vinto per il suo lavoro sugli effetti del colonialismo e sulla sorte dei rifugiati.

Lo scrittore ha meritato il riconoscimento «per la sua appassionata e risoluta narrazione degli effetti del colonialismo e del destino dei rifugiati tra culture e continenti».

 

Autore di dieci romanzi e diversi racconti, Gurnah è poco conosciuto in Italia, dove Garzanti ha pubblicato anni fa i suoi romanzi più noti: Il paradiso ambientato nell’Africa orientale coloniale durante la Prima guerra mondiale(1994) e selezionato per il Booker Prize, Il disertore (2005) e Sulla riva del mare (2001).

 

Gurnah è il quinto scrittore in lingua inglese a vincere il Nobel dal 2013. Ha insegnato letteratura post coloniale all’università del Kent, ha accudito una serie di saggi sulla scrittura africana e ha pubblicato svariati articoli sulla narrativa postcoloniale contemporanea, con un particolare interesse per l’Africa, i Caraibi e l’India. Il vincitore nel ricevere il premio, l’ha dedicato a tutti gli africani e ai suoi lettori.

 

Per non lasciare del tutto l’amaro in bocca agli italiani, voglio ricordare che di Nobel per la letteratura nel corso degli anni ne abbiamo avuti assegnati sei e sono:

 

Giosuè Carducci (1906) “Non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all'energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica”.


Grazia Deledda
 (1926) “Per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”.


Luigi Pirandello (1934) “Per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell'arte drammatica e teatrale”.


Salvatore Quasimodo
 (1959) “Per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi”.


Eugenio Montale
 (1975) “Per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”.


Dario Fo (1997) “Seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.


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