Pierre Hubert Subleyras

Cultura | Pillole d'arte
Pierre Hubert Subleyras
Precursore dei nudi ottocenteschi

di Paola Finardi

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Oggi parliamo di Pierre Hubert Subleyras, pittore francese di grandissimo talento, che dipinse uno dei nudi più belli di tutta la storia dell'arte: "Nudo di donna" del 1740, conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica a Roma.

Questo splendido dipinto senza tempo, che ho scelto ad apertura dell’articolo, ci mostra una donna distesa di schiena su candide lenzuola, la testa reclinata in un gesto seducente, il volto celato. Il delicato intreccio delle pennellate, la luce gestita con sapienza magistrale, la tavolozza colori che attinge alle tonalità serafiche dall’avorio e ai delicati rosa sapientemente miscelati, sfumati,  fanno di questo quadro uno dei più bei nudi che siano mai stati creati, anticipatore ed ispiratore dei romantici e spesso disinibiti nudi ottocenteschi.

Uno splendore che suscita in noi ammirazione, sia per la modernità morfologica sia per l’eterea attenzione con cui è stato effettuato il dipinto. L’artista focalizza la tensione erotica sulla schiena dimostrando grande abilità tecnica e conoscenza del corpo umano; vi è in questa scelta un’intenzionalità espressiva e concettuale, la schiena è in effetti una parte  che si denuda e si può ammirare solamente in intimità quando si è girati in una posizione rilassata nei confronti di chi osserva. E’ una parte del corpo tutt’altro che statica, in quanto racchiude tensione erotica desumibile dagli impercettibili movimenti della muscolatura da cui traspaiono desideri e aspettative.

Un’opera di una potenza intima eccezionale. Vi si intuisce desiderio, quasi preludio ad un atto amoroso successivo.

Subleyras creatore di pittura emotiva, dove l’innovazione sta nel dipingere la voluttà stessa, passione muliebre iconograficamente cristallizzata nelle dolci curve di una donna dalle caratteristiche assolutamente contemporanee, immagine che ci sorprende per la modernità stessa che cancella, d’un colpo, trecento anni di storia.

Il desiderio dell’artista si fonde dunque con l’esigenza tecnica di sublimare la perfezione, in un omaggio ontologico all’idea stessa di Donna.

La splendida signora ritratta era la moglie del pittore.

Subleyras fu un artista richiestissimo e celebre per i suoi ritratti e le nature morte, molto apprezzato sia in Francia, dove ebbe un grande estimatore in Luigi XV che tanto amava la pittura divertente ed ironica, sia in Italia, in pieno periodo Rococò.

Un dipinto interessante e curioso, che ci mostra un aspetto di Subleyras diverso rispetto ai suoi dipinti canonici, è senz’altro “La cintura di castità”, opera che si ricollega ad un goliardico racconto dello scrittore Jean de la Fontaine (1621-1695): un pittore, dovendosi recare in viaggio e temendo che la moglie lo tradisse, decise di dipingere un asinello sul pube di lei, ma al suo ritorno trovò che qualcuno aveva aggiunto una sella sul dorso dell’asino.

Questo racconto burlesco fu trasformato in dipinto da Subleyras con grande ironia ugualmente utilizzata in un altro dipinto tratto sempre da una novella di la Fontaine, “La giumenta di compare Pietro”. La storia, questa volta, è quella di un impudico prete che convince un onest’uomo a trasformare la giovane e bella moglie in una giumenta, poiché in tal modo gli sarebbe stata più utile. Due quadri non meno burleschi dei due racconti, in realtà assai critici nei confronti dei capricci della nascente società settecentesca.

Benvoluto e molto seguito in vita, morì poco prima dell'avvento dell’Illuminismo che avrebbero determinato la fine della divulgazione di dipinti goliardici per privilegiare l’arte del Neoclassicismo.

 

Brevi cenni biografici

Pierre Hubert Subleyras nacque in Francia a Saint-Gilles-du-Gard, nel 1699.

Pittore, incisore e disegnatore d’eccellenza, fu uno dei più grandi pittori francesi di ritratti e composizioni religiose della prima metà del XVIII ° secolo.  Dal 1728 si trasferì a Roma, prima come studente e poi come maestro autonomo, lavorando principalmente per vari ordini religiosi.

Nel 1740 papa Benedetto XIV gli commissionò la sua opera più celebre, Messa di San Basilio, una maestosa pala dipinta per la Basilica di San Pietro in Vaticano, oggi conservata in S. Maria degli Angeli. Fu inaugurata nel 1748 ed acclamata come opera di grande maestria.

Subleyras, già malato da tempo, non poté godere a lungo di tale successo poiché morì a Roma pochi mesi dopo, nel 1749.


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